Messico: ucciso il narcotrafficante El Mencho. Caos e vittime tra la popolazione

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Caos, violenze e vittime in Messico dopo l’uccisione di Nemesio Oseguera Cervantes, conosciuto come El Mencho, considerato uno dei più influenti e violenti boss del narcotraffico. L’uomo è stato ucciso in un’operazione delle forze di sicurezza messicane in coordinamento anche con gli Stati Uniti. Gli stessi Stati Uniti che avevano messo in palio una ricompensa fino a 15 milioni di dollari per informazioni utili alla cattura dell’uomo. Intanto la Farnesina ha invitato i nostri concittadini a ridurre al minimo gli spostamenti in Messico, considerando solo quelli essenziali. Mentre l’ultimo aggiornamento parla di 26 vittime.

Il caos. Dopo l’uccisione del “Mencho”, il Paese è sprofondato nel caos, con le organizzazioni criminali che in almeno 11 Stati hanno bloccato le autostrade con veicoli dati alle fiamme, per impedire l’avanzata dell’esercito. Le autorità messicane stanno cercando di riportare la calma in particolare nei negozi di Jalisco, dove i trasporti pubblici sono sospesi da ore. I blocchi stradali si sono poi estesi agli Stati confinanti di Guanajuato, Michoacán, Nayarit, Aguascalientes e a Tamaulipas, a circa 800 chilometri di distanza. In particolare, nel Jalisco, l’epicentro delle violenze, 21 blocchi stradali rimangono attivi.

Diversi video diffusi sui social hanno mostrato persone in fuga nell’aeroporto di Guadalajara, capitale dello Stato di Jalisco, dove sono avvenuti scontri a fuoco tra cartelli della droga e forze di sicurezza. Numerosi passeggeri hanno riferito a ‘El Universal’ di essere rimasti bloccati sugli aerei senza poter scendere. A causa degli scontri e delle operazioni di sicurezza in diversi Stati federali del Messico, la Farnesina “raccomanda di attenersi scrupolosamente alle indicazioni delle autorità locali, evitando spostamenti non essenziali”. Lo si legge sul portale “Viaggiare Sicuri”, che è stato aggiornato dopo l’uccisione di El Mencho.