Morto Cesare Zilio, lo scialpinista bassanese travolto da una slavina in Alto Adige

È finita purtroppo nel peggiore dei modi la vicenda di Cesare Zilio, lo scialpinista di Bassano del Grappa che, la domenica di Pasqua, è stato investito da una valanga staccatasi da Cima Grava in Val di Vizze, in Alto Adige. Il 36enne era stato estratto vivo dalla slavina, ma fin da subito le sue condizioni erano apparse critiche.
Rianimato e trasferito all’ospedale di Bolzano, Zilio non si è mai ripreso dal coma in cui era caduto. Vane si sono rivelate le speranze di un suo miglioramento: le macchine che lo tenevano in vita sono state staccate nella giornata di ieri, mercoledì 8 aprile. Lascia i genitori, Henry e Francesca Busa, la sorella e la compagna.
Architetto e grande appassionato di sport, Zilio si divideva fra il lavoro presso l’azienda che aveva fondato (la Emboss Panels con sede a Tezze sul Brenta e specializzata in panelli metallizi in 3D), gli affetti e gli sport: dal ciclismo agli sport alpini e alla maratona. Il padre è il noto architetto Henry Zilio, la madre è attuale assessora al sociale del Comune di Bassano del Grappa. La famiglia ha dato la propria disponibilità alla donazione degli organi: cuore, fegato e polmoni di Cesare Zilio sono stati espiantati questa mattina all’ospedale di Bolzano, dando speranza ad altre tre vite.
Scialpinista bassanese travolto da una valanga in Alto Adige: è gravissimo
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