Cecchellero punta al poker: “Ho lasciato una grande eredità, è mancata visione”

Sindaco di Posina dal 2005 al settembre 2020, sarà Andrea Cecchellero a sfidare l’uscente Adelio Cervo nella sfida più in quota di questa tornata elettorale vicentina. Perito agrario oltre che agente di commercio ed ex “casolin”, – così come amava definirsi – il 57enne già consigliere regionale in quota Lega subentrato nel giugno 2024 a Nicola Finco non ha dubbi: iniziative di ampio respiro, sinergia con gli enti sovracomunali e progettualità.
Una vita da amministratore, compresa la parentesi regionale, ed un impegno fatto di presenza e confronto col territorio. Cosa la spinge a ricandidarsi ancora?
“Quello che mi ha sempre spinto a lavorare per il territorio: la passione e la consapevolezza di poter essere utile al paese. Non è stata una mia scelta interrompere l’esperienza come amministratore, il limite di mandati me lo ha impedito. Chi ha proseguito ha capitalizzato il mio consenso: in 15 anni ho contribuito a portare in valle fondi straordinari per opere realizzate di cui oggi si giova chi amministra. Ho sostenuto la rinascita delle associazioni e ho dato loro le opportunità per crescere e svolgere attività. Ho amministrato con indennità dimezzate rispetto a quelle degli attuali amministratori. Ho lasciato un paese profondamente migliorato rispetto a quello del 2005. Ho messo sempre il bene della comunità davanti ai miei interessi, nonostante le falsità che circolano sul mio conto, spesso anche sacrificando lavoro e famiglia”.
Posina sembra reggere più di altri allo spopolamento che vivono i borghi di montagna. Ma guai a fermarsi: quali sono le vostre proposte per mantenere vivo il paese?
“Posina sta registrando piccoli segni di ripresa, ma è necessario accompagnarli e consolidarli. Non è un merito da attribuire all’attuale amministrazione né alla comunità in sé, è un fattore congiunturale di tutta la montagna italiana. La gente fugge dalla pianura per trovare in montagna qualità della vita, per questo dobbiamo mantenere e rafforzare i servizi sul territorio, principalmente scolastici e sanitari, ma questo non basta. Dobbiamo integrare questi servizi all’interno di progetti di più ampio respiro, a scala di valle e non solo, che possono aiutare a far crescere la comunità, favorendo l’entrata di risorse straordinarie per il recupero edilizio, l’efficientamento energetico, la valorizzazione di filiere e risorse locali, il coordinamento di iniziative in un’ottica integrata di valle. Credere in un’idea di comunità condivisa e partecipe, capace di aprirsi al nuovo in dialogo con i valori tradizionali, può essere la chiave di volta.
Cosa ritiene sia stato fatto di buono nell’ultimo mandato e cosa invece è mancato e meriterebbe da subito attenzione?
“Ritengo che gli ultimi cinque anni siano stati insoddisfacenti dal punto di vista dei rapporti con la popolazione e della cura dell’ambiente. Anche nei momenti in cui si sono fatte scelte importanti non ricordo nessun incontro pubblico e nessuna condivisione nell’ultimo quinquennio. Si è garantito un mantenimento minimo e una gestione ordinaria, anche grazie al fatto che nei 15 anni di mia amministrazione sono stati fatti ingenti investimenti, con oltre 10 milioni di entrate per opere pubbliche – ciclopista, marciapiedi, ristrutturazione mulino Main, riqualificazione area laghetto, sistemazione della palestra, efficientamento edifici comunali, messa in sicurezza del territorio – oltre a 150mila euro annui di entrate in parte corrente, con le quali si è ripianato facilmente il bilancio e con i quali è stato possibile continuare ad erogare contributi alle famiglie e sostenere servizi per la popolazione. Negli ultimi anni ci si è seduti su questa eredità: è venuta meno la capacità di reperire nuovi fondi, proprio in un periodo in cui Pnrr e fondi per il Covid avrebbero potuto portare ben altre risorse. Non si è creata nessuna nuova entrata rispetto a quelle create da me nel passato. Sono poi mancati i rapporti sovracomunali, sia in termini politici che sociali, penso ad fra tutti ai comuni gemellati. La valle in questi ultimi anni si è progressivamente seduta e chiusa”.
La sfida elettorale sarà contro quello a cui lei ha fatto da vice sino al 2024 e che precedentemente fu a sua volta il suo secondo. Cosa si sente di dire a riguardo? Una lista unica sarebbe stata possibile?
“Per i motivi che ho detto sopra la distanza con questa amministrazione si è progressivamente acuita, a partire dai fatti. Non credo che persone che hanno amministrato un paese insieme, condividendone un percorso di 15 anni, approvando tutte le decisioni e votando tutti i provvedimenti all’unanimità, possano contestare o rinnegare il passato, gettando fango su chi li ha preceduti; questa amministrazione è esistita perché rappresentava la continuità con la precedente. L’avvicendamento del 2020 è stato concordato come passaggio di testimone da sindaco a vice sindaco, con la volontà da parte di mia di continuare ad essere parte attiva dell’amministrazione. Purtroppo così non è stato. È legittimo che ognuno ambisca a posizioni e risultati, ma in questo periodo in cui la valle si è chiusa in sé stessa non era possibile una condivisione di obiettivi. Ho cercato persone nuove e motivate che condividessero con me una visione di armoniosa crescita e apertura per la nostra valle, e le ho trovate. I cittadini sono chiamati a decidere se rimanere in un eterno presente o puntare con coraggio e fiducia sul futuro, forti di radici comunque solide e di una comunità accogliente”.
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