Cervo tenta il bis e lancia la sfida all’ex: “Per il paese, distante da interessi personali”

Tre mandati da vicesindaco e uno con la fascia da primo cittadino. Ma, almeno nelle intenzioni, non l’ultimo. 76 anni compiuti da pochi giorni, Adelio Cervo ha scelto di rimettersi in gioco per Posina e fissa con orgoglio i tre punti cardine del suo programma: servizi, coesione sociale e attenzione alle contrade. E non risparmia, pur con sobrietà, qualche colpo ben assestato all’ex compagno di avventure amministrative, lo sfidante Andrea Cecchellero.
Una vita da amministratore ed un impegno raccontato come fatto di poche parole e tanta concretezza. Cosa la spinge a ricandidarsi ancora?
“In questi anni ho cercato di amministrare Posina come si gestisce una famiglia: con attenzione, equilibrio e senso di responsabilità. Senza fare promesse irrealizzabili, ma cercando ogni giorno di rispondere ai bisogni concreti delle perone. La spinta a ricandidarmi nasce proprio da questo: dal legame che si è creato con la comunità. Sono nato e cresciuto a Posina, ho vissuto qui tutta la mia vita conosco la gente che qui vive, qui non ci sono numeri, ci sono persone, volti , storie che conosco bene. E sento il dovere di continuare un lavoro impostato con serietà, portando avanti progetti già avviati e restando un punto di riferimento presente e disponibile con tutti. Inoltre, la lista che abbiamo costruito è composta da persone che credono profondamente in Posina, nelle sue potenzialità e nel suo futuro. Con un obbiettivo comune: lavorare per il bene di Posina”.
Posina sembra reggere allo spopolamento che vivono i borghi di montagna. Ma guai a fermarsi: quali sono le vostre proposte per mantenere vivo il paese?
“Posina resiste perché è ancora una comunità vera, dove le persone si conoscono e si aiutano. Questo è il nostro punto di forza e va difeso. L’amministrazione deve continuare a stare vicina ai cittadini: sostenere le famiglie, aiutare chi vuole rimanere e chi vuole arrivare, semplificare dove possibile, dare un aiuto alle persone anziane creando nuove possibilità di sostegno con centri e servizi, dare un contributo ai nuovi nati, tenere in loco i principali servizi e la scuola. Dare più valore alle contrade che rappresentano l’anima del territorio: luoghi di storia, identità e vita quotidiana lavorando per renderle ancora più attrattive incentivando il ritorno e la cura di questi spazi, valorizzando ciò che già esiste e rafforzando il senso di appartenenza. Allo stesso tempo continueremo a migliorare i servizi. Ma soprattutto dobbiamo continuare a coltivare quello spirito di comunità che ci contraddistingue: un paese vive se si sente parte di qualcosa, non solo se offre servizi”.
Cosa va più fiero di quanto fatto nel suo mandato e cosa invece vorrebbe fare che non ha portato a compimento sinora?
“La cosa di cui vado più fiero è il percorso fatto in questi anni, soprattutto considerando il punto di partenza. Abbiamo trovato un Comune con un bilancio nettamente in difficoltà, con margini molto ridotti e scelte anche pesanti da affrontare. Nonostante questo, non ci siamo mai tirati indietro: abbiamo continuato a garantire servizi, a intervenire sul territorio e a portare avanti lavori importanti. Lo abbiamo fatto anche facendo sacrifici, rinunciando a possibilità come nuove assunzioni, proprio per mantenere i conti in ordine e non gravare ulteriormente sulla comunità, io stesso ho affiancato nei lavori l’unico nostro dipendente lavorando a fianco sia nei mesi invernali con lo sgombero neve che nel resto dell’anno quando era necessario. Parallelamente abbiamo lavorato molto sulla capacità di intercettare contributi: in questo quinquennio le risorse ottenute per opere e interventi si sono più che raddoppiate rispetto agli anni precedenti. Questo ci ha permesso di realizzare interventi concreti senza pesare sulle tasche dei cittadini. Oggi posso dire con orgoglio che Posina è un comune più solido, con una gestione attenta e responsabile, con conti decisamente più virtuosi. Siamo inoltre riusciti a riallacciare i rapporti con le associazioni locali, valorizzando il loro ruolo fondamentale nella vita sociale e culturale della nostra comunità. Per quanto riguarda ciò che non siamo riusciti a fare, si tratta soprattutto di progetti rallentati da tempi burocratici o da difficoltà oggettive legate alle risorse. Ma sono obbiettivi ancora sul tavolo, su cui vogliamo continuare a lavorare con la stessa determinazione”.
La sfida elettorale sarà contro quello a cui lei ha fatto da vice sino al 2020 e che poi, sino al 2024 è stato a sua volta il suo secondo. Cosa si sente di dire a riguardo? Una lista unica sarebbe stata possibile?
“In questi anni ho sempre cercato di lavorare con uno spirito di squadra, mettendo davanti a tutto il bene del paese. Anche con chi oggi si presenta come alternativa c’è stato un percorso amministrativo condiviso, dando anche risultati concreti. Detto questo, una lista unica non sarebbe stata possibile perché nel tempo sono emerse differenze chiare: non solo nel modo di vedere alcune scelte amministrative, ma anche nelle idee, nei pensieri e soprattutto negli obbiettivi. Quando vengono meno una visione comune e lo stesso modo di intendere il servizio al paese è giusto che ci sia un confronto trasparente. Io continuo a portare avanti un’idea di amministrazione fatta di presenza, concretezza e spirito di servizio, senza interessi personali. Saranno i cittadini a scegliere: al di là del risultato, il bene del paese e delle persone deve venire sempre prima di tutto”.
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