Maldive, sub italiani morti, riprendono le operazioni di recupero dei corpi

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Ripartono le immersioni nelle acque maldiviane di Alimathà. Le speranze di recuperare le salme dei quattro sub italiani rimasti in fondo a una grotta nell’atollo di Vaavu, sono affidate al team di subacquei di Dan Europe, composto da tre esperti subspeleologi finlandesi. Prevista una prima missione esplorativa. Questa mattina il team ha effettuato un briefing operativo alle 9 ora locale, alle 11 è partito in barca per raggiungere il sito d’immersione e avviare le operazioni diving. Il meteo sembra ottimale, ma tutto dipenderà dalle condizioni in acqua.

La prudenza è massima
, dal momento che le grotte di Alimathà hanno già fatto una sesta vittima: sabato, dopo l’immersione per le ricerche, è morto per un malore il sergente maggiore Mohamed Mahudhee della Maldives National Defence Force.

Di Monica Montefalcone, 51 anni, biologa e docente in Ecologia all’ateneo di Genova, sua figlia Giorgia Sommacal, 23 anni, la ricercatrice Muriel Oddenino, 31 anni, il neolaureato Federico Gualtieri, 23 anni, non si ha più traccia da giovedì scorso dopo l’escursione in una grotta a 50 metri di profondità. La salma della quinta vittima, Gianluca Benedetti, è stata invece recuperata il giorno dopo l’incidente.

Sul fronte delle indagini emerge che il team dell’Università di Genova coinvolto nell’incidente subacqueo aveva i permessi di ricerca, ma nella documentazione non compariva l’immersione in grotta e mancavano i nomi di Gianluca Benedetti e Giorgia Sommacal. In pratica solo in 3 avevano l’autorizzazione a scendere sotto i 30 metri di profondità. A dirlo in un’intervista al Corriere della Sera è Mohamed Hussain Shareef, il portavoce del presidente delle Maldive.

Intanto ieri sono rientrati con un volo atterrato a Malpensa i venti italiani che erano a bordo della nave da crociera subacquea ‘Duke of York’, che potrebbero essere sentiti come testimoni.