Quattro candidati e un centrodestra diviso: la città del Grifo verso il voto più incerto degli ultimi anni

Quattro candidati, quattro traiettorie politiche molto diverse e una città che arriva alle amministrative dopo la caduta della giunta Bevilacqua e mesi di tensioni. In campo ci sono Enrico Marcigaglia per la Lega, Riccardo Masiero sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Liga Veneto Repubblica e due civiche, Luca Lazzaroni per il centrosinistra e Mauro Perozzo con la nuova lista “Nova Republica – Arzignano”. Una sfida che ridisegna gli equilibri del Grifo e che, per la prima volta dopo anni, non ha un esito prevedibile.
Il primo fronte è quello della Lega, che schiera Enrico Marcigaglia, imprenditore immobiliare e figura storica dell’amministrazione cittadina. Per anni è stato assessore, presidente del consiglio, vicesindaco e portavoce dell’allora sindaca Alessia Bevilacqua, oggi consigliera regionale e capolista della sua lista. È lei il simbolo della stagione politica appena conclusa, terminata con la sfiducia di dieci consiglieri. Marcigaglia punta a ricucire lo strappo e a presentarsi come garante di una continuità amministrativa che vuole ripartire senza rinnegare il passato.
Sul versante opposto del centrodestra si colloca Riccardo Masiero, il primo ad annunciare la candidatura e il protagonista della frattura interna che ha diviso i partiti. Ex vicesindaco, con una lunga esperienza nel distretto conciario e un percorso amministrativo iniziato nel 1995, Masiero ha raccolto attorno a sé Forza Italia, Fratelli d’Italia, Liga Veneto Repubblica e due civiche: Assieme per Arzignano e Riccardo Masiero Sindaco. Liga Veneta Repubblica ha rivendicato la presenza di figure di peso come Mario Zuffellato ed Emanuela Fochesato, segno che la sua candidatura non è un semplice dissenso, ma un progetto politico alternativo che punta a rappresentare un centrodestra diverso da quello uscito dalla crisi della giunta Bevilacqua.
Il centrosinistra si presenta invece unito attorno a Luca Lazzaroni, segretario del circolo Pd ValChiampo, una vita nel mondo conciario e una lunga militanza politica. Lazzaroni propone un approccio più dialogante e meno conflittuale rispetto alle stagioni precedenti, con l’obiettivo di intercettare sia il voto progressista sia quello moderato che non si riconosce più nelle tensioni interne al centrodestra. Al suo fianco, come capolista, c’è Stefano Fracasso, già vicesindaco e figura di riferimento della politica locale.
A completare il quadro, e a rendere la partita ancora più imprevedibile, è arrivata al fotofinish la candidatura di Mauro Perozzo, 62 anni, imprenditore edile, sostenuto dalla lista “Nova Republica – Arzignano”, vicina al progetto “Resistere Veneto” di Riccardo Szumski. Il suo programma rompe gli schemi tradizionali: una “scuola politica” apartitica per formare cittadini alla partecipazione attiva, la valorizzazione delle tradizioni locali e della lingua veneta, politiche a sostegno delle piccole imprese artigiane e familiari, interventi strutturali sulla viabilità e misure per rendere Arzignano una città “family friendly”, con incentivi alla natalità. Una proposta che parla a un elettorato trasversale, spesso distante dai partiti tradizionali.
Arzignano arriva così al voto con un quadro politico frammentato come non accadeva da anni. La caduta della giunta Bevilacqua ha lasciato ferite profonde e ha aperto scenari nuovi, in cui nessuno dei candidati può contare su un campo compatto. La città del Grifo si trova davanti a un bivio: ricomporre il centrodestra, ridisegnarlo o superarlo; oppure aprire una fase completamente nuova. Questa volta la suspense è autentica. E il risultato, più che mai, è tutto da scrivere.
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