Ulss 7, prima esecuzione in Veneto di un impianto congiunto di iride e cristallino artificiali

È stato eseguito per la prima volta in Veneto dall’équipe guidata da Antonio Toso, direttore dell’U.O.C. di Oculistica dell’ospedale Alto Vicentino di Santorso, un intervento chirurgico per l’impianto intraoculare combinato di un cristallino artificiale e di un’iride artificiale. L’intervento è stato eseguito su un paziente residente nel territorio dell’Ulss 7 Pedemontana che quattro anni prima, a seguito di un grave trauma oculare, aveva perso il cristallino e subito un grave danno al diaframma pupillare irideo nell’occhio sinistro, con conseguente grave deficit visivo.
Si tratta di una metodica all’avanguardia, disponibile solo in pochi centri in Italia e in Europa, in quanto richiede una particolare abilità tecnica: i due impianti devono infatti essere “agganciati” tra loro mediante microsuture per le quali si utilizza uno speciale filo da sutura con il diametro di un capello; quindi i due elementi uniti devono essere posizionati correttamente all’interno dell’occhio e fissati in modo stabile alla parete interna del bulbo oculare, tramite speciali “ancore”. Il tutto attraverso un taglio di 6,5 millimetri di lunghezza.
“La procedura, eseguita in anestesia generale, è durata circa 2 ore – spiega Toso -. Di fatto siamo andati a ricostruire il bulbo oculare e a ripristinare la funzionalità della pupilla, perché ricordiamo che l’iride, che è la parte colorata dell’occhio, svolge la funzione di controllare e convogliare i raggi luminosi che passano attraverso la pupilla, mentre il cristallino li mette a fuoco sulla retina. Con una similitudine, si potrebbe dire che l’iride funziona come il diaframma della macchina fotografica, il cristallino è la lente dell’obiettivo e la retina funge da pellicola fotografica. Si capisce come senza più cristallino e iride la visione dall’occhio interessato dal trauma fosse fortemente compromessa: con questo intervento dunque il paziente potrà avere un significativo recupero della capacità visiva, ma molto importante è anche l’aspetto estetico e psicologico, perché l’occhio è tornato ad avere un aspetto del tutto normale”.

Sul valore dell’intervento eseguito all’ospedale di Santorso interviene il direttore generale dell’Ulss 7 Giovanni Carretta: “Il primo pensiero va sempre e comunque al paziente, al quale auguriamo un recupero tempestivo e di poter tornare ad avere una qualità di vita significativamente migliore. Allo stesso tempo, per le difficoltà tecniche che implica e la sua rarità, questo intervento assume un significativo più ampio: è la conferma della qualità dell’Oculistica dell’ospedale di Santorso e dell’offerta oculistica dell’Ulss 7 più in generale, alla quale i cittadini possono affidarsi con la consapevolezza di trovarvi competenze a livello dei migliori ospedali hub. Mi congratulo dunque con il dottor Toso e con tutti i suoi collaboratori per questo risultato”.
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