Eroi in volo: infermieri vicentini salvano un bimbo in arresto respiratorio a 10mila metri

Quella che doveva essere una partenza verso la vacanza si è trasformata, in pochi istanti, in una corsa contro il tempo sospesa tra le nuvole. A bordo di un volo diretto a Marrakech, partito da Bergamo, il silenzio tipico del viaggio è stato infranto da una richiesta urgente: serviva assistenza sanitaria immediata per un bambino di appena 13 mesi. Era in arresto respiratorio.
In un contesto lontano da qualsiasi reparto, senza strumenti adeguati e senza il supporto di un’équipe strutturata, sono entrati in azione due infermieri vicentini, Riccardo Marchetto e Ilaria Valentini. Nessuna esitazione, solo competenza, lucidità e una profonda consapevolezza del proprio ruolo. I due professionisti hanno raggiunto il piccolo paziente e, in pochi istanti, hanno valutato la situazione. Hanno quindi avviato le manovre di emergenza. Un intervento preciso, eseguito con sangue freddo, nonostante le condizioni logistiche estremamente complesse. Poi il segnale che tutti attendevano: il bambino ha ripreso a respirare, il colorito è tornato normale. La vita ha ripreso il suo respiro. Un gesto che va oltre il singolo episodio e che racconta, con forza, il valore più autentico della professione infermieristica.
A sottolinearlo, fra gli altri, è Giacomo Canova, presidente dell’Ordine delle professioni infermieristiche di Vicenza: “Hanno risolto un’emergenza gravissima in un contesto assolutamente complesso, totalmente diverso dall’abituale ambiente di cura, senza il supporto di un’équipe strutturata. Il loro intervento rappresenta il significato più autentico dell’essere infermieri: mettere competenze, lucidità e umanità al servizio della persona, indipendentemente dal luogo, dal turno o dalle circostanze. A loro va il riconoscimento e l’abbraccio professionale dell’intero Ordine”. Parole che racchiudono l’essenza di un lavoro troppo spesso dato per scontato, ma che trova nei momenti di emergenza la propria espressione più alta. Non si tratta solo di tecnica, ma di responsabilità, presenza, capacità decisionale.
Canova prosegue evidenziando ciò che spesso non si vede dietro un intervento così rapido: “Dietro l’immediatezza di un soccorso – prosegue Canova –, vi sono studio, esperienza, addestramento e una cultura professionale orientata alla sicurezza e alla protezione della persona assistita. Questo gesto non testimonia soltanto l’elevata preparazione professionale, ma anche la capacità dell’infermiere di assumersi responsabilità nei momenti più delicati e decisivi e conferma, ancora una volta, quanto la presenza di professionisti preparati possa fare la differenza anche nei contesti più imprevedibili”.
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