Punto Nascita verso la chiusura nonostante il ‘no’ di Lega e FdI. Sindaci inascoltati

Prima ancora dell’incontro con i sindaci del territorio fissato per il 29 giugno, l’Ulss 8 avverte che il punto nascite di Valdagno chiuderà e che la discussione dell’azienda sanitaria con i primi cittadini riguarderà il “mantenimento nel territorio dei percorsi di presa in carico, rafforzando l’integrazione tra ospedale e territorio in modo che le donne dell’Alta Valle dell’Agno possano comunque affidarsi con fiducia al San Lorenzo e all’attigua Casa della Comunità per tutti gli esami e le visite previste”.
Sull’altare dei numeri esplode anche il paradosso politico con Lega e Fdi che non riescono ad incidere nemmeno all’interno del loro gruppo. Non è servita a nulla infatti la firma dei leghisti e Fratelli d’Italia in Regione Francesco Rucco, Manuela Lanzarin, Alessia Bevilacqua o della senatrice del carroccio Erika Stefani, che hanno sottoscritto l’istanza con 7 sindaci del territorio e i rappresentanti del Pd in Regione Chiara Luisetto e Antonio Marco Dalla Pozza affinché l’Ulss ci ripensi. “Non accetteremo che criteri puramente ragionieristici prevalgano sul diritto alla salute delle madri e dei nuovi nati del nostro territorio”. I criteri ragionieristici invece prevarranno.
La richiesta alla Ulss
La richiesta alla Ulss firmata dai sindaci, dl Pd regionale e, paradossalmente, anche da chi rappresenta quel fronte politico che governa sia l’Italia che la Regione, mirava a mantenere il punto nascite a Valdagno nonostante non raggiungesse le 500 nascite l’anno, numero minimo nazionale per la sopravvivenza di un punto nascite. “L’Ospedale San Lorenzo non è solo una struttura sanitaria, ma un ‘nodo di rete con specificità montana’ fondamentale per la Valle dell’Agno. Con i suoi 117 posti letto e una storia secolare di cura, rappresenta un elemento imprescindibile per la nostra comunità e un simbolo di solidarietà civica.

Come amministratori dei Comuni di Valdagno, Recoaro Terme, Cornedo Vicentino, Brogliano, Castelgomberto e Trissino, ribadiamo che la tutela del Presidio Ospedaliero San Lorenzo è una priorità assoluta per la sicurezza e la coesione del nostro territorio. Contestiamo il parere negativo alla deroga espresso dal Comitato Percorso Nascita nazionale (CPNn) nel giugno 2026. La nostra richiesta di mantenimento si fonda su solide motivazioni tecniche, geografiche e sociali”.
In pratica: per una donna in gravidanza che abita nel territorio di Valdagno, partorire lontano significa correre seri rischi di salute e farli correre al nascituro. “La Valle dell’Agno presenta numerose contrade e aree montane con collegamenti complessi. Il trasferimento verso poli alternativi comporta tempi di percorrenza prolungati, aggravati da condizioni meteo avverse o traffico, aumentando il rischio di parti non assistiti o in situazioni di emergenza durante il trasferimento”. Per non parlare che le giovani coppie, in contesto del genere, difficilmente sceglieranno di continuare a vivere nel territorio. Concetti semplici, che in un contesto sanitario inteso come ‘servizio’ porterebbe al mantenimento del punto nascite.
Ma la sanità è azienda e guarda a logiche economiche e la Ulss pensa già al ‘dopo’.
“La Direzione Strategica dell’Ulss 8 Berica ha visitato nella mattinata di oggi il Punto Nascita di Valdagno e ha avuto un approfondito colloquio con Dimosthenis Kaloudis, primario di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale San Lorenzo”, spiegano dall’azienda sanitaria locale. “Abbiamo fatto il punto sulla situazione, verificato i percorsi esistenti e i possibili scenari – spiega il direttore denerale dell’Ulss 8 Berica Peter Assembergs – Questo in preparazione dell’incontro con i sindaci già fissato per il 29 giugno. Come azienda socio-sanitaria non possiamo che prendere atto dell’indicazione del Comitato Percorso Nascita nazionale.
Possiamo comunque lavorare per garantire il mantenimento nel territorio locale dei percorsi di presa in carico, rafforzando l’integrazione tra ospedale e territorio in modo che le donne dell’Alta Valle dell’Agno possano comunque affidarsi con fiducia al San Lorenzo e all’attigua Casa della Comunità, della quale è ormai imminente l’apertura, per tutti gli esami e le visite previste durante il percorso di gravidanza, mantenendo quindi di fatto piena assistenza sul territorio. Su questo concetto andremo ad analizzare, e dove sarà il caso anche potenziare, l’offerta dei servizi dialogando con i Sindaci del territorio”.
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