Ulss 8, primari contro il Dg: “Minacce e intimidazioni”. Esplode il caso politico

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L'ingresso dell'ospedale San Bortolo di Vicenza

Minacce, intimidazioni, vessazioni. Ma anche “incapacità gestionale, un approccio caporalesco, generalista, qualunquista e senza una visione”. E’ il pesante contenuto di una lettera, non firmata per paura di ritorsioni, che i primari della Ulss 8 Berica hanno inviato in regione al presidente Alberto Stefani, al presidente del Consiglio Luca Zaia e all’assessore alla Sanità Gino Gerosa, per denunciare l’atteggiamento del direttore generale Peter Assembergs. Un nome che fin dall’inizio aveva suscitato perplessità, e che fonti ben informate descrivono come “l’uomo imposto da Matteo Salvini la sera prima che Stefani facesse le nomine”.

E’ un clima irrespirabile quello che i medici che lavorano a Vicenza denunciano nella loro Ulss. Nervi tesi, stanchezza, e atteggiamenti lontanissimi da essere professionali. Nel silenzio da Lega e Fratelli d’Italia, immediata è stata la presa di posizione dei consiglieri regionali del Partito Democratico Chiara Luisetto e Antonio Marco Dalla Pozza, insieme al capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Carlo Cunegato, che chiedono verifiche immediate sui fatti segnalati e annunciano un incontro urgente con il direttore generale Peter Assembergs. Al centro delle accuse, un contesto lavorativo descritto come caratterizzato da pressioni e comportamenti intimidatori nei confronti del personale sanitario.

Il nuovo direttore generale Assembergs con il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani

Abbiamo ricevuto la lettera inviata al presidente Alberto Stefani, all’assessore Gino Gerosa, e al presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia – spiegano i consiglieri di opposizione in regione – Si tratta di una lettera anonima e già questo dice molto: professionisti con decenni di esperienza, che hanno dedicato la vita alla salute dei veneti, non si sentono liberi di firmare con il proprio nome per paura di ritorsioni. Questa è la prima cosa inaccettabile”. La denuncia è pesante se si pensa che si parla di medici e di un ambiente dove la tranquillità professionale e la serietà delle persone dovrebbero essere al primo posto.

Quello che viene descritto è un clima di intimidazione sistematica: riunioni condotte con epiteti irripetibili, minacce di conseguenze non meglio precisate, un approccio che caporalesco. Non è così che si trattano i professionisti che tengono ancora in piedi la nostra sanità pubblica, nonostante decenni di tagli e cattiva programmazione regionale. Chiediamo alla Regione di accertare immediatamente i fatti descritti nella lettera e di assumersi la responsabilità politica di quanto sta accadendo in un’azienda sanitaria che ha le liste d’attesa più lunghe del Veneto. Un’azienda in difficoltà – evidenziano i consiglieri – che ha bisogno di una guida che sappia motivare e valorizzare i suoi seimila dipendenti”.

La consigliera regionale dem Chiara Luisetto

I consiglieri di Pd e Avs hanno preso una posizione politica netta sottolineando le azioni che devono essere messe in campo: “La sanità pubblica veneta sta attraversando una fase complessa, segnata dalla carenza di personale, dalle difficoltà di reclutamento e dalla crescente domanda di cura. In questo contesto diventa ancora più importante costruire organizzazioni capaci di coinvolgere, motivare e trattenere i professionisti – concludono Luisetto, Dalla Pozza e Cunegato – Nessuna azienda sanitaria può funzionare senza il contributo e la fiducia delle persone che ogni giorno vi lavorano”.

I consiglieri confermano l’incontro chiesto e ottenuto con Assembergs. “Il quadro di intimidazioni, minacce e vessazioni ai danni del personale sanitario dell’Ulss 8 Berica si aggiunge alle molte segnalazioni arrivate anche da parte di singoli operatori. Lo scenario è preoccupante e non trova precedenti in questo territorio. E’ doveroso effettuare ogni verifica del caso, a tutela di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalla Regione del Veneto. Chiederemo anche all’assessore regionale alla sanità Gino Gerosa di riferire in Quinta commissione. L’Ulss 8 è una struttura di fondamentale importanza per il territorio: le sue attività devono compiersi in totale serenità e nel pieno rispetto dei professionisti. Chi ha il compito di fare da guida deve farsi garante di queste condizioni inderogabili”.

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