Sanità, l’impegno di Fabbricare Salute: nuove tecnologie e formazione per attrarre i giovani

Sono passati tre anni da quando è stata istituita la Fondazione “Fabbricare Salute”. E ne è trascorso poco più di uno da quando la stessa, con buoni risultati al suo attivo, si è fatta conoscere sulle colonne di questa testata. Date le premesse, quindi, la domanda sorge spontanea: quali ulteriori obiettivi sono stati centrati? Pietro Sottoriva e Armido Marana, rispettivamente presidente e consigliere della Fondazione, ne hanno parlato con Gianni Manuel, affiancato da Roberta Marta di Siggi Group, ai microfoni della trasmissione di Radio Eco Vicentino “StartUp“.
Buone notizie, innanzitutto, si registrano in merito al numero degli aderenti al progetto: “È stato avviato, a suo tempo, da nove imprenditori – ricorda Sottoriva -. Siamo arrivati, oggi, a contarne una ventina“. Ma la soddisfazione maggiore, che traspare chiarissima nelle parole del presidente, risiede nel fatto che i ranghi del sodalizio non includono solo gli industriali: “Alla Fondazione – continua – si sono iscritti anche privati cittadini, che contribuiscono con le loro donazioni. Sono importantissime, qualunque sia la loro entità”.
Un connubio di forze che, tra i suoi interventi più recenti, annovera l’adozione, da parte del pronto soccorso dell’Ospedale Alto Vicentino di Santorso, di apparati di telemetria: “Si tratta di strumenti che – spiega Sottoriva -, vengono applicati ai pazienti in codice rosso per avere un quadro clinico completo”. Gli fa eco Marana: “Il paziente viene monitorato fin dal momento in cui accede al pronto soccorso. E da quel momento, anche qualora debba essere trasferito in un reparto, il monitoraggio non si interrompe mai. Con questa strumentazione, una sola persona può tenere sotto controllo decine di parametri di più pazienti”.
Anche la pediatria ha beneficiato del supporto della Fondazione: “I medici – prosegue il presidente – ci hanno chiesto un piccolo aiuto per l’acquisto di manichini destinati alle simulazioni degli interventi”. Un sostegno insomma, quello di “Fabbricare Salute”, quanto mai prezioso per consentire ad una struttura come quella di Santorso di dispiegare al meglio il suo potenziale: “Si tratta di un ospedale di eccellenza. Nel campo delle malattie neurodegenerative, ad esempio, vengono condotti studi su come individuarle magari dieci anni prima, potendo quindi intervenire precocemente per cercare non dico di eliminarle ma, quantomeno, di attenuarle”.
Pure Marana, per parte sua, si sofferma sull’importanza di garantire opportunità di ricerca e formazione: “La nostra Ulss, fin dall’inizio, ci ha sottolineato come esse servano soprattutto per attirare giovani talenti, particolarmente allettati da quelle strutture che garantiscono formazione e accompagnamento in relazione all’utilizzo delle nuove tecnologie. Uno dei problemi del nostro ospedale era proprio questo, la scarsa attrattività per il personale medico e infermieristico”. Se oggi, dunque, il momento è stato superato, ciò va ricondotto anche all’impegno profuso dalla Fondazione. Grazie alla quale, ribadisce il consigliere, “in alcuni ambiti l’ospedale di Santorso è diventato un’eccellenza”.
Quando impresa e solidarietà si incontrano: l’impegno di “Fabbricare Salute” per la sanità locale
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