Tre denunce per i colpi alle oreficerie: restituita una refurtiva pari a mezzo milione

Tra lo scorso novembre e febbraio avevano imperversato nel Centro-Nord Italia, mettendo a segno, o tentando, numerosi furti ai danni di aziende orafe. Tre persone di origine albanese, rispettivamente di 37, 40 e 44 anni, sono ora stati denunciati a piede libero dai carabinieri di Bassano del Grappa in quanto sospettati di essere i responsabili in concorso di tali misfatti. L’intera refurtiva, il cui valore complessivo supera i 500 mila euro, è stata recuperata e restituita ai legittimi proprietari.

Un esito che arriva al termine di un’articolata attività di indagine coordinata dalla Procura berica. Tutto è iniziato lo scorso 26 febbraio, nell’hinterland milanese, allorché i militari di Bassano hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Vicenza. Tre i destinatari del provvedimento, due dei quali corrispondenti agli attuali indagati. È nel corso delle perquisizioni condotte in tale circostanza che i carabinieri hanno rinvenuto una pistola semiautomatica Heckler&Koch con relativo munizionamento (frutto di un precedente furto). L’arma, scoperta in un garage sotterraneo a Trezzano sul Naviglio – vera e propria base logistica della banda – era accompagnata da circa 53 mila euro in contanti, monili di pregio, orologi di lusso e targhe clonate.

Il rinvenimento della pistola ha fatto scattare l’arresto in flagranza nei confronti dei tre, tuttora reclusi presso il carcere di Milano-San Vittore. L’esame della refurtiva sequestrata, e i successivi riscontri documentali, hanno poi consentito ai militari di elaborare una mappa delle “prodezze” attribuibili al gruppo. Tre colpi distinti sono stati compiuti ad Arezzo e in provincia, con l’asporto di oltre 23 chilogrammi di argento, semilavorati e monili per un valore superiore ai 110 mila euro. Trevenzuolo, in provincia di Verona, è stato teatro di un furto di semilavorati in oro e argento, pietre preziose, cinque lingotti d’oro da 100 grammi ciascuno e due orologi Rolex.

Neppure il Vicentino è stato risparmiato, con una serie di incursioni che hanno interessato i comuni di Romano d’Ezzelino, Quinto Vicentino e Camisano Vicentino, tra i quali un tentativo fallito e furti di preziosi e denaro contante. A chiudere il cerchio i colpi commessi a Recanati e Potenza Picena, nelle Marche, culminati in un bottino di orologi e monili in oro e argento per un valore ammontante ad oltre 55 mila euro. La banda, per compiere le proprie scorribande, si serviva di vetture di grossa cilindrata, intestate a prestanome, alle quali venivano applicate sistematicamente targhe contraffatte, riprodotte fedelmente al punto da riuscire ad ingannare i sistemi di videosorveglianza urbana e autostradale.
– – – – –
L’Eco Vicentino è su Whatsapp e Telegram.
Iscriviti ai nostri canali per rimanere aggiornato in tempo reale.

Per iscriverti al canale Whatsapp clicca qui.
Per iscriverti al canale Telegram clicca qui.