Sanità, il voto all’Ulss 7 accende lo scontro: “Giusto tutelare i cittadini, non la politica”

Doveva essere una semplice valutazione sulla qualità dei servizi socio-sanitari dell’Ulss 7 Pedemontana. Si è trasformata invece nell’ennesimo terreno di scontro tra chi ritiene necessario mandare un segnale forte sulle criticità della sanità territoriale e chi ha scelto di confermare il giudizio dello scorso anno.

Uno scontro che, nei giorni successivi alla Conferenza dei Sindaci del 1 luglio, si è ulteriormente acceso con accuse pubbliche, prese di posizione e una dura contestazione da parte di tredici sindaci dell’Alto Vicentino nei confronti della presidente del Distretto 2 Cristina Marigo. Al centro della vicenda c’è il voto sulla qualità dei servizi socio-sanitari erogati nel 2025. Secondo i sindaci firmatari della protesta, nel Distretto 2 era stata condivisa una valutazione inferiore rispetto a quella poi espressa in Conferenza, con l’obiettivo di evidenziare criticità ritenute ancora irrisolte: dalla neuropsichiatria infantile alle difficoltà legate all’integrazione scolastica degli alunni con disabilità, dai tempi d’attesa alla medicina territoriale, fino ai ritardi nell’attivazione delle Case di Comunità.

Tra gli amministratori che hanno contestato l’esito finale figura anche il sindaco di Piovene Rocchette Renato Grotto, sostenuto compatto dal gruppo di maggioranza Vivere Piovene, che rivendica la scelta compiuta come un atto di responsabilità istituzionale nei confronti della comunità: “Come gruppo di maggioranza Vivere Piovene sosteniamo convintamente la posizione espressa dal sindaco Renato Grotto nella Conferenza dei Sindaci dell’Ulss 7 Pedemontana. Il nostro voto contrario alla conferma della valutazione del 2024 nasce dalla volontà di rappresentare i segnali di malessere che arrivano dai cittadini e dalle famiglie del territorio. Le criticità emerse nei servizi socio-sanitari non potevano essere ignorate come se nulla fosse accaduto nel corso del 2025. Riteniamo che la valutazione della qualità dei servizi debba essere espressa nell’interesse dei cittadini e non sulla base di logiche politiche. Saremo sempre dalla parte dei cittadini, a difesa del diritto a una sanità efficiente, vicina alle persone e capace di rispondere concretamente ai bisogni della comunità”.

Parole che sintetizzano il nodo politico della vicenda. Per Vivere Piovene, infatti, la questione non riguarda un decimale in più o in meno nella valutazione dell’azienda sanitaria. Riguarda il significato stesso del voto espresso dai sindaci. Se il compito degli amministratori è rappresentare le esigenze dei cittadini, allora le difficoltà denunciate quotidianamente da famiglie, anziani e persone fragili non possono essere accantonate in nome degli equilibri politici. È su questo principio che il gruppo di maggioranza ribadisce la propria posizione: quando persistono problemi nei servizi territoriali, nelle liste d’attesa e nell’assistenza alle fasce più vulnerabili della popolazione, il dovere di un sindaco non è quello di difendere una parte politica, ma di portare sui tavoli istituzionali la voce del territorio.

Uno scontro che difficilmente si esaurirà con la votazione del 1 luglio e che riporta al centro una domanda fondamentale: la valutazione della sanità deve fotografare la realtà percepita dai cittadini oppure rispondere a logiche di schieramento? Per Vivere Piovene la risposta è netta. Prima vengono i cittadini. Poi la politica.

Sindaci dell’Alto Vicentino contro Cristina Marigo: “Voto falsato sui servizi Ulss”

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