Nardin con la fascia della Provincia si schiera pro Tribunale a Bassano, scoppia il caso politico

La fascia della Provincia indossata a favore del tribunale di Bassano nonostante la metà dei comuni di quella provincia sia contraria al tribunale. Ha sollevato una bufera la comparsa di Andrea Nardin, presidente della Provincia di Vicenza, con addosso la fascia blu della Provincia di Vicenza al flashmob organizzato dai sindaci di bassanese e Altopiano a favore del tribunale della Pedemontana. Una struttura al centro di un dibattito da tempo, perché accusata di venire realizzata drenando risorse al tribunale di Vicenza, che già soffre delle criticità legate alla mancanza di personale e delle tristemente note lungaggini della giustizia italiana.

Una scelta, quella di Nardin, che ha spaccato il territorio e che, a pochi mesi dalle prossime elezioni provinciali, in molti hanno interpretato come una ricerca di collocamento. Andrea Nardin già in passato aveva dimostrato di essere a favore del tribunale della Pedemontana, ma se finora lo aveva fatto a titolo personale e in qualità di sindaco di Montegaldella, questa volta la sua presa di posizione ha scavalcato i confini dei comuni. Ma soprattutto ha scavalcato gli interessi generali della Provincia.

Il nodo è tutto politico. Eletto a suo tempo grazie a una coalizione trasversale che includeva sindaci civici e di centrosinistra, quando ancorala Provincia era considerata la “Casa dei Comuni”, Nardin ha progressivamente cambiato rotta, culminando con il recente tesseramento in Fratelli d’Italia. Un cambio di casacca che è pesato notevolmente sulle sorti dell’ente dopo le ultime elezioni provinciali quando, forte di una coalizione politica creata ad hoc per attribuire una governance di destra alla Provincia, Nardin ha scelto di cancellare la casa dei Comuni puntando su uno schieramento politico deciso e chi lo aveva sostenuto in passato si è sentito tradito.

Il fatto è che il mandato di Nardin è ormai agli sgoccioli, alle scorse elezioni regionali dove si era candidato con Fratelli d’Italia ha racimolato poco consenso, e il rischio di finire fuori dai giochi della politica che conta è dietro l’angolo. Da qui l’ipotesi che le manovre del presidente della Provincia siano orientate a trovare una nuova collocazione e per farlo, la necessità è di stare vicino a chi tira i fili della politica.

Le critiche non si sono sprecate e se nel bassanese e in Altopiano la presenza di Nardin con la fascia della Provincia è passata sotto traccia, confusa nel mucchio di sindaci intenti ad esprimersi a favore del tribunale della Pedemontana, nell’area berica e nell’Alto e Ovest Vicentino i malumori non sono mancati. Ad esprimere questi malumori ci ha pensato Raffaele Colombara, consigliere comunale di Vicenza con il gruppo Grande Vicenza, è andato dritto al punto: “Nardin si tolga la fascia, non rappresenta Vicenza”.

Colombara ha spiegato: “Quanto accaduto ieri a Bassano del Grappa racchiude due errori distinti e altrettanto gravi: un errore istituzionale, nell’uso improprio di un ruolo che appartiene a tutti; e un errore politico, nello schierarsi contro la maggioranza dei territori che quel ruolo dovrebbe rappresentare. Andiamo con ordine. Ieri il presidente della Provincia di Vicenza, Andrea Nardin, ha indossato la fascia tricolore, simbolo di tutti i 113 Comuni della provincia, per schierarsi in un flash mob a sostegno del Tribunale della Pedemontana. E’ un errore istituzionale. Nardin non è il sindaco di Bassano, che legittimamente difende gli interessi del proprio Comune, è il presidente di tutti i vicentini e dovrebbe esercitare il ruolo con equilibrio, non prestarlo a una causa che il territorio non condivide nella sua interezza.

I numeri parlano chiaro: 62 Comuni, sia di destra che di sinistra, su 113, tra cui i più popolosi della provincia, sono scettici sul nuovo tribunale, insieme agli ordini degli avvocati di Vicenza, Padova e Treviso, all’ANM, alla dirigenza del Tribunale e della Procura”.

Secondo Colombara, Nardin ha commesso anche un errore politico: “Nardin si è messo da solo contro la maggioranza dei sindaci della propria provincia, ignorando per esempio l’ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio comunale di Vicenza il 26 maggio, che chiede di non sottrarre una sola risorsa al Tribunale per costruirne uno nuovo altrove. Una domanda che è senza risposta, infatti nessuno ha spiegato come si possa aprire un nuovo tribunale senza indebolire ulteriormente una struttura che già fatica a garantire il servizio. Drenare personale da una sede appena certificata come disagiata dallo stesso CSM non è solo discutibile, è istituzionalmente contraddittorio. Il Tribunale di Vicenza non è il tribunale del capoluogo, è il presidio giudiziario di tutta la provincia, di centinaia di migliaia di cittadini e di migliaia di imprese. Impoverirlo sottrae risorse già scarsissime a un servizio che serve tutti. Infine la conclusione: “La fascia provinciale appartiene a tutti i Comuni vicentini, non può diventare il simbolo di una manifestazione di parte”.

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