Il Governo accelera sul riconoscimento facciale con l’IA: opposizioni sugli scudi

Il testo distingue due tipologie di utilizzo: l’identificazione biometrica remota in tempo reale nei luoghi pubblici, attivabile in via preventiva per finalità come il contrasto al terrorismo, la ricerca di persone scomparse o le vittime di tratta; mentre il riconoscimento facciale “a posteriori”, consente di integrare sistemi di videosorveglianza già autorizzati con componenti di IA per identificare persone indiziate sulla base di documentazione video-fotografica, solo dopo aver commesso un reato. I dati biometrici raccolti dovranno essere cancellati automaticamente dopo sette giorni, e nessuna decisione con effetti giuridici negativi potrà basarsi unicamente sui risultati del riconoscimento facciale.
Il decreto interviene anche sul codice penale, introducendo il nuovo articolo 437-bis, che punisce chi, nella progettazione o nell’uso di sistemi di Intelligenza Artificiale ad alto rischio, omette misure di sicurezza mettendo in pericolo la vita altrui.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi plaude all’impianto normativo, sottolineando che la tecnologia resterà uno strumento di supporto e che le decisioni finali spetteranno sempre agli operatori umani. Per Terzi (Fdi): ‘Il riconoscimento facciale rispetta l’Ai Act europeo e le garanzie costituzionali’. I due decreti dovranno ora seguire l’iter parlamentare prima dell’approvazione definitiva, attesa entro la scadenza della delega fissata al 10 ottobre 2026.
Ira delle opposizioni, che paventano una possibile deriva verso forme di sorveglianza di massa, mentre alcune analisi giuridiche sottolineano il rischio che l’eccezione prevista dalla norma diventi, nel tempo, prassi ordinaria.
Pd Sensi: ‘Passo avanti pericoloso sul riconoscimento facciale’. “Un parere elusivo per un tema enorme come il controllo con l’intelligenza artificiale della nostra sicurezza. Criticità enormi taciute, approfondimento soffocato, commissione usata come una clava sulle libertà dei cittadini. Un altro mattoncino per lo Stato di Polizia che verrà”, ha scritto sui social il senatore del Pd Filippo Sensi.