Prendono a calci e pugni un 30enne in strada per 1000 euro: 4 indiani ai domiciliari

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Il posto di blocco dei carabinieri

Aggredito e rapinato di mille euro e della collana d’oro. Un indiano di 30 anni è stato picchiato ieri in strada, a Chiampo, da quattro connazionali che, lasciando il giovane ferito e privo di conoscenza, sono scappati in auto. La loro fuga, però, è durata poco, perché i carabinieri della stazione di Chiampo sono riusciti a rintracciarli ed arrestarli in fretta.

Erano da poco trascorse le 17 di ieri quando il 30enne, che camminava lungo via Dal Molin, è stato affiancato da una Ford Focus dalla quale sono scesi quattro indiani che lo hanno preso a calci e pugni per rapinarlo di mille euro e della collana in oro che indossava. Terminata l’aggressione, i quattro sono risaliti a bordo dell’auto facendo perdere momentaneamente le loro tracce. L’episodio, seppur breve, ha destato non poco turbamento in alcuni cittadini che hanno assistito alla scena e hanno immediatamente informato il numero di pronto intervento dei carabinieri della Compagnia di Valdagno.

Una pattuglia di Chiampo, intervenuta tempestivamente, ha trovato il 30enne ancora dolorante e ha avviato subito le ricerche dei rapinatori. Protagonista dell’operazione, in prima persona, il comandante della stazione di Chiampo, che è ricorso a tutto personale per rintracciare i quattro, seguendo le testimonianze date dai cittadini ancora presenti sul luogo dell’aggressione. Nel giro di poco più di un’ora i militari sono riusciti a trovare i quattro rapinatori che, nel frattempo, erano rientrati a casa,  a bordo della vettura descritta e di proprietà di uno di loro, pensando di averla fatta franca. Il 52enne Lakhwant Singh e il 30enne Harjit Singh, entrambi residenti a Chiampo, assieme al 38enne Tajinder Singh e il 44enne Amrikj Singh Multani, residenti a San Pietro Mussolino, sono finiti in manette per rapina in concorso.

La vittima, che ha perso conoscenza per un brevissimo lasso di tempo, è stata trasportata dal Suem 118 al pronto soccorso dell’ospedale di Arzignano, dove sono tuttora in corso gli accertamenti necessari. La perquisizione eseguita nelle abitazioni degli arrestati ha consentito di rinvenire e sequestrare alcuni elementi probatori in ordine alla loro partecipazione al reato, nonché di metterli a disposizione del pubblico ministero di turno, che ha disposto l’accompagnamento dei quattro stranieri agli arresti domiciliari.