Due amici si perdono nella notte dopo aver affrontato la Calà del Sasso

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Un tratto immerso nella natura della suggestiva Calà del Sasso, costruita nel 1400 (foto Facebook di Maristella Rossi)

Avevano affrontato con successo l’estenuante quanto affascinante salita dei 4.444 gradini della “Calà del Sasso”, ma una volta raggiunta Stoccareddo si sono messi in testa la (poco) brillante idea di scendere lungo un sentiero semisconosciuto e per di più al buio. A raggiungere la coppia di escursionisti, solo alle 2.40 di stanotte, una spedizione di esperti scalatori del soccorso alpino, che hanno rintracciato una ragazzo e una ragazza di circa 30 anni accucciati al riparo e ormai rassegnati a trascorrere la notte all’addiaccio. Fondamentali le informazioni sul tragitto dei due rivelate al gestore di un bar locale con cui la coppia aveva scambiato alcune chiacchiere prima di ripartire.

L’allerta riguardo la necessità di aiuto da parte del Cnas – acronimo di Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico – era giunto alle 22.30 di ieri sera presso la centrale operativa di Asiago, su segnalazione del 118. I due amici (R.D. e D.M. le loro iniziali), erano partiti da Bassano dove risiedono nel corso della giornata e avevano salito ad uno ad uno i gradini della suggestiva via che per circa 7 chilometri (e con in un dislivello impegnativo di 744 metri) sale da Valstagna fino al Sasso di Asiago, sull’Altopiano. Tutto bene fino al completamento della scalinata, poi la tappa nella frazione (di Gallio) Stoccareddo “patria dei Baù” con la voglia di imboccare un percorso alternativo per la ridiscesa a valle.

Qualche informazione raccolta dai residenti del posto e via, però, già nel tardo pomeriggio da quanto si apprende, per rientrare alla base a piedi. Il sentiero scelto sarebbe stato quello che porta alla Madonna del Buso, scendendo poi per la Val Frenzela, un tragitto non adatto a escursionisti non debitamente attrezzati e per di più pericoloso da percorrere al buio. Probabilmente i due auspicavano di concludere la gita entro il calare della sera ma non hanno fatto i conti con le asperità del sentiero e l’incedere dell’oscurità, a cui si è aggiunta l’assenza di campo per gli smartphone.

Con i giovani in fase di discesa, al contrario intanto andava in ascesa l’apprensione dei familiari, in particolare della ragazza. Il fratello, infatti, non vedendola rientrare e non trovando riscontri alle chiamate telefoniche, ha lanciato l’allarme dopo le 22 mettendo in moto la macchina dei soccorsi. Partiti dalla vicina Asiago, con gli specialisti della montagna “gambe in spalla” ripercorrendo passo dopo passo il sentiero indicato dopo una rapida indagine a Stoccareddo. Un’intuizione indovinata, tanto da ritrovare i due, esausti, alle 2.40, nei pressi di un canale di scolo dove avevano deciso di riposarsi e trascorrere la notte, “armati” solo di una coperta.

Una volta rifocillati e rincuorati i due escursionisti, il gruppetto è sceso a valle raggiungendo Valstagna alle 4.30 del mattino, concludendo l’avventura fuori programma.

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