Quello che ho capito del Fertility Day

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Oggi è il Fertility Day.
Dico una cosa controcorrente: quelli che gestiscono la comunicazione al Ministero della Salute sono dei geni!
Immagino la scena: “Tosi, qua c’è da far parlare l’Italia del problema della fertilità e del calo delle nascite! Abbiamo pochi soldi ma ce li dobbiamo far bastare, sotto con le idee!”
Il creativo ci pensa due minuti e poi, fedele al Wildiano “purché se ne parli”, se ne esce con una campagna di comunicazione che più dimmerda non poteva.
In modo un pelino paraculo ci mette dentro tutti i luoghi comuni che riesce a trovare in una googolata, un po’ di sessismo, un pizzico di razzismo e cattolicesimo pret-a-porter quanto basta.
Epperò funziona!
Il web insorge, insorgono le associazioni femministe, insorgono i gruppi dei genitori su whatsapp.
E pure oggi, che finalmente il giorno è arrivato, se ne parla, come sto facendo io, appunto.

E tutti a dargli alla Lorenzin, che se vuole che facciamo figli ci metta nelle condizioni di farlo, apra asili nido, favorisca le assunzioni a tempo indeterminato, faciliti un piano casa, eccetera eccetera.

Ma come? Ma volete dirmi che non l’avete capito?
Ma la Lorenzin ha due gemelli piccoli, povera stella mica c’ha tutto sto tempo per andare a rompere le palle alla Giannini, a Poletti o a chi so io.
Guardate che la capisco, sapete, che due gemelli ce li ho pure io, c’è da andare fuori di testa per far quadrare tutto.
E invece lei ti esce dal cilindro la gegnalata: basta affidarsi ad un comunicatore volpone e i problemi vengono immediatamente gridati a gran voce da tutta l’Italia.
Si, beh, un po’ ci fa una brutta figura, ma per la causa questo ed altro.
No, poi dico, ma dove lo trovate un altro genio così?

p.s. Ministra: io con tre figli che faccio oggi? Facciamo che siamo a posto così?

 

Dal blog Stratobabbo

 

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