Bimbo trapiantato, un team di esperti deciderà oggi su un possibile nuovo cuore

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Per il piccolo Domenico c’è una speranza. Per il bimbo di due anni ricoverato all’ospedale Monaldi di Napoli in gravi condizioni dopo che gli è stato trapiantato un cuore danneggiato c’è ora un cuore disponibile. Ieri sera Patrizia Mercolino, la mamma del bambino, è stata convocata con urgenza dall’equipe medica che segue il caso per annunciare la notizia. Prende dunque forma una possibilità intorno alla quale vengono riposte tutte le speranze. Bisognerà però calcolare rischi e compatibilità. Per questo oggi un team di esperti si riunisce in un grande consulto per decidere sul trapianto del cuore nuovo. Si tratta di specialisti del Bambin Gesù di Roma con altri colleghi arrivati da Padova, Bergamo e Torino.

Ogni decisione in merito all’eventuale intervento “sarà presa solo in seguito alla valutazione del team di esperti” che appunto si esprimerà sulla operabilità del piccolo paziente attualmente ricoverato in terapia intensiva. Lo rende noto l’azienda dei Colli di Napoli. ”Tale attesa – si legge nella nota – non avrà alcuna ripercussione sul cuore del donatore in quanto compatibile con la gestione della donazione in corso”. Al bimbo era stato trapiantato un organo bruciato dal ghiaccio secco a causa di una catena di errori nel trasporto del cuore da Bolzano a Napoli.Sembra infatti che sia stato adoperato un contenitore vecchio stile perché il personale non era adeguatamente formato per l’uso dello strumento più moderno. Il box di vecchia generazione è però considerato fuori dalle linee guida acquisite dalla procura di Napoli. E questo è solo uno degli elementi che emergono dall’inchiesta della procura partenopea che vede al momento sei indagati per lesioni colpose.

Nell’attesa del maxi consulto per accertare l’idoneità del paziente a un nuovo trapianto, oggi al Monaldi sono attesi gli ispettori mandati dal ministro della Salute Orazio Schillaci. Solo ieri la premier Giorgia Meloni aveva telefonato alla donna e le aveva assicurato che si stava facendo il possibile per trovare un altro cuore compatibile: “Avrete giustizia”, le aveva garantito. A Meloni, mamma Patrizia ha ribadito la sua priorità: salvare il suo “piccolo guerriero” che da due mesi lotta per la vita dopo aver ricevuto un cuore non funzionante, e che sopravvive solo grazie a un macchinario per la respirazione e circolazione extracorporea. Congegno che lo tiene in vita ma che, col tempo, danneggia gli organi interni in modo progressivo. Il verdetto del pool di esperti riunitosi al Monaldi è atteso con grande apprensione dalla famiglia del bimbo e, ormai, anche da gran parte degli italiani che seguono la vicenda col fiato sospeso e sarà decisivo per guidare le prossime mosse dei medici.