Morto il boss Nitto Santapaola. Era il mandante della strage di Capaci

Il boss. Noto esponente della criminalità organizzata catanese e siciliana, Santapaola era considerato uno dei principali capi di Cosa Nostra a partire dagli anni Settanta. Nato a Catania nel 1938, è stato a lungo il leader del clan Santapaola-Ercolano, influente nel territorio etneo. È stato coinvolto in numerosi procedimenti giudiziari per reati di associazione mafiosa, omicidio e traffico di droga. Arrestato nel 1993 dopo anni di latitanza, è stato condannato a diversi ergastoli. La sua figura è spesso citata nelle indagini e nei processi legati alla stagione delle stragi mafiose che hanno segnato l’Italia tra gli anni Ottanta e Novanta.
Soprannominato “il cacciatore”. Santapaola ha guidato le fila della sua organizzazione espandendo il suo potere nel controllo degli appalti pubblici, delle estorsioni e del traffico di sostanze stupefacenti. Per la sua passione era chiamato il 'cacciatore', ma la sua abilità criminale negli anni Settanta lo spinge a muoversi da 'imprenditore' e così inaugura concessionarie di auto con questore, prefetto, arcivescovo e amministratori pubblici aiutato da un'altra cosca alleata anche per legami di parentela, la 'famiglia' Ercolano. Allo stesso tempo, inoltre, la sua cosca si rende protagonista di violente e sanguinose faide mafiose, come quelle contrapposte negli anni '80 al boss rivale Alfio Ferlito e all'inizio degli anni '90 ai clan dei Cursoti, Cappello e Pillera. È condannato a più ergastoli, tra questi quelli per l'omicidio del giornalista Giuseppe Fava nel 1984 e quelli per le stragi del 1992 a Capaci e in Via D'Amelio e per la morte dell'ispettore di polizia Giovanni Lizzio a Catania. Latitante storico è stato arrestato il 18 maggio del 1993 nelle campagne del Calatino, in compagnia di sua moglie, Carmela Minniti, la donna della sua vita che non lo ha mai abbandonato, uccisa a casa sua il 1 settembre del 1995 a colpi di pistola dal 'pentito' Giuseppe Ferone.