Uccisa dallʼex nel Pisano, le amiche: “Dovevamo denunciarlo”. Ai carabinieri non risultano segnalazioni

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“Dovevamo denunciare Federico Zini perché da tempo tormentava la sua ex Elisa Amato”: a dirlo sono state le amiche di Elisa Amato la 29enne pratese sequestrata e uccisa dal suo ex fidanzato, il 25enne Zini, poi suicidatosi, a San Miniato (Pisa). Ai carabinieri di Prato non risultano segnalazioni o denunce a carico del ragazzo.

Secondo l’ultima ricostruzione la sera della tragedia Zini ha cenato a casa insieme alla madre: “Era tranquillo, ha giocato con il cane”. Alle 21 è uscito dicendo alla donna di non aspettarlo, perché avrebbe fatto tardi. “Ma diceva così ogni venerdì e sabato sera, quando usciva”, ha raccontato la madre. Il giovane è partito da casa sua con la pistola in tasca ed è arrivato a Prato, dove ha lasciato la sua auto in strada con gli sportelli aperti e i fari accesi.

Intorno alle 3 si incontra con Elisa, con la quale litiga furiosamente. Un’ipotesi avvalorata dal fatto che l’ultimo accesso di Zini su WhatsApp riporta l’orario delle 3:13. Dopo le urla, tre spari. Il giovane trascina il corpo della ex nell’auto del padre di lei, dirigendosi nel parcheggio del campo sportivo Gargozzi, a San Miniato, dove si spara un colpo alla testa.

La vettura con all’interno i corpi dei due giovani viene vista da un passante. I carabinieri trovano quattro bossoli. Un paio di colpi pare abbiano danneggiato la carrozzeria interna della macchina. Zini ha sparato a Elisa, colpendola all’addome e a un fianco, con la pistola calibro 9 acquistata il martedì precedente.

Il 18 maggio aveva ottenuto il porto d’armi per uso sportivo. Nei prossimi giorni verrà effettuata l’autopsia sui corpi dei due giovani.

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