Arrestati di nuovo i componenti delle due bande del bancomat presi e rilasciati a settembre

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Alle prime luci dell’alba i carabinieri del comando provinciale di Treviso, insieme con i colleghi del 4° battaglione Veneto, del nucleo cinofili di Torreglia (Padova) e del 14° Nec hanno eseguito 16 misure cautelari (15 in carcere e 1 ai domicuiliari) emesse dal Gip di Treviso nei confronti di altrettanti soggetti residenti non solo nel trevigiano ma anche nelle province di Padova, Venezia, Vicenza e Verona.

Le persone arrestate sono componenti, a vario titolo, di due differenti bande dedite agli assalti ai bancomat e secondo i militari dell’Arma sono inequivocabilmente responsabili di almeno 35 episodi in numerose località del veneto e della Lombardia, vicentino compreso.

Si tratta delle stesse persone, buona parte appartenenti al mondo dei giostrai, che erano già state arrestate il 29 settembre  scorso con un analogo provvedimento emesso sempre dal Gip di Treviso a seguito di prolungate ed estese indagini condotte dallo stesso nucleo investigativo e coordinate dalla Procura di Treviso e successivamente rimessi in libertà a seguito di sentenza del tribunale del riesame di Venezia.

In quella occasione furono arrestati quattro vicentini: Davide Massaroni, 34 anni, fermato a Rosà; Lorenzo Cassol, 50 anni, fermato a Monticello Conte Otto; Rodolfo Cavazza, 30 anni, e Matteo Cavazza, 36 anni, entrambi fermati a Vicenza presso il campo di viale Cricoli. Ieri sono scattati di nuovo gli arresti per tre di loro: Massaroni, Cassol e Matteo Cavazza. Il provvedimento invece questa volta non ha colpito Rodolfo Cavazza.

“I Carabinieri si confermano in Veneto come insostituibile presidio di legalità. A loro va la mia gratitudine e quella dei milioni di Veneti per bene” ha commentato il presidente del Veneto, Luca Zaia. “La criminalità sul territorio, quella che colpisce semplici cittadini, esercenti, i bancomat delle banche – aggiunge Zaia – è la peggiore, perché incute quel senso di insicurezza, che fa temere alla gente di poterne essere coinvolta in qualsiasi momento. Successi come questi contribuiscono non solo a buttare in galera, si spera a lungo, i delinquenti, ma anche a inviare un messaggio di tranquillità alle gente. La battaglia è dura, ma le nostre forze dell’ordine non mollano”.

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