Edifici in alta classe energetica. I dettagli fanno la differenza

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L’Eco Energetico vi riporterà oggi, più nel dettaglio, alcuni aspetti di cui bisogna tener conto per realizzare un edificio in classe energetica A4.

La palazzina di via Lago di Fimon a Schio di cui l’Eco Energetico ha precedentemente scritto altri articoli è dotata di ingressi alle varie unità rivolti verso la strada, ovvero a sud. Lungo questo lato ci sono quindi molte aperture: le vetrate degli uffici e le porte finestre degli appartamenti del piano primo. Per sfruttare a pieno il calore del sole sono stati progettati strategicamente i terrazzi del primo del secondo piano, realizzando un portico a beneficio del riscaldamento dell’edificio.

Durante l’inverno i raggi del sole, nonostante nelle ore più calde della giornata rimangano bassi, riescono a raggiungere il prospetto dell’edificio e gli interni, dando un contributo al riscaldamento degli ambienti. Durante il periodo estivo succede l’inverso. I raggi del sole, quasi perpendicolari  all’edificio, vengono bloccati dal terrazzo. Quest’ultimo assicura un ombreggiamento sulle pareti rivolte al sole, in modo da non riscaldare gli ambienti interni, soggetti già al calore delle temperature estive.

Il piano terra internamente è stato suddiviso in due unità, che si sviluppano a loro volta su due livelli. Ogni piano ha uffici, un servizio igienico, un garage ed una cantina. L’indipendenza degli uffici è garantita dalla scala privata che si sviluppa all’interno dell’unità, la quale unisce gli uffici al piano terra con garage e cantina, situati invece al piano interrato. Questo collegamento interno causa però una grossa apertura per ponti termici e dispersione di calore. Nonostante ciò l’impresa Corte Costruzioni ha saputo risolvere il problema grazie a diversi accorgimenti.

In prima istanza, le pareti contro terra dell’interrato sono state isolate, come già detto nell’articolo “Edifici in alta classe energetica, l’importanza delle fondazioni”, esternamente con membrana Delta – MS bugnata, resistente all’acqua, e internamente con 4 centimetri di polistirene espanso. Il solaio interpiano invece è stato coibentato sotto gli impianti con doppio strato di isolante.

Per quanto riguarda i ponti termici troviamo le pareti interne dell’interrato che vanno a toccare l’involucro riscaldato del piano terra. Queste sono state realizzate con laterizi Poroton, spessore 17 centimetri, risolvendo così i ponti termici nelle connessioni tra muri e solaio.

Alla base delle murature perimetrali del piano terra è stata inserita, nel muro connesso al solaio a livello strada, una guaina tagliamuro che sigilla completamente il giunto, evitando così infiltrazioni che potrebbero rovinare il muro. Queste pareti esterne sono state fatte con la struttura portante di travi e pilastri in calcestruzzo armato e le pareti di tamponamento in laterizio Termofon, per avere una parete coibentata già dalla muratura. Per la vera differenza di coibentazione invece è stato fatto un cappotto all’intero edificio di EPS da 10 centimetri. Questi materiali vengono spesso usati in edilizia perché sono molto prestazionali, con spessori non eccessivi e costi molto bassi.

Un altro aspetto che può interessare a tante persone è la composizione del pavimento, costituito da un materassino fonoassorbente antirumore Isolgomma. Al di sopra troviamo l’impianto di riscaldamento a pavimento, progettato e posato da Corradin Impianti Termoidraulici.

Riscaldamento a pavimento, insonorizzazione e progettazione intelligente sono elementi che fanno la differenza in un edificio in classe energetica A4. Negli articoli a seguire analizzeremo più nel dettaglio impianti e consumi.

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