Guerra in Ucraina, quattro anni di invasione russa: la pace ancora sembra lontana

A quattro anni dall’invasione russa dell’Ucraina, il sostegno dell’Unione europea a Kiev resta alto, ma risente del cambio di postura degli Stati Uniti. Il conflitto continua a mietere migliaia di morti. L’avanzamento russo sembra essersi fermato e quest’anno, secondo fonti occidentali, Mosca ha guadagnato appena qualche decina di chilometri di territorio e con un prezzo enorme: 50.000 persone uccise o ferite nei combattimenti. Kiev sembra dunque stare riguadagnando terreno, ma in un quadro più ampio la situazione sembra in fase di stallo e logoramento. Gli sforzi di pace condotti dagli Usa stentano ogni volta a decollare e i ripetuti tentativi di mediazione internazionale per negoziare una fine al conflitto tra Mosca e Kiev non hanno mai portato a risultati concreti. Anche le recenti tornate di negoziati si sono concluse senza progressi degni di nota, con Volodymyr Zelensky che accusa Vladimir Putin di voler prolungare la guerra e di rifiutare compromessi sulle questioni territoriali, in particolare sulla regione del Donbas.
Il 24 febbraio, giorno del quarto anniversario, il leader ucraino dovrebbe fare annunci importanti sulle future elezioni, sospese da tempo per via del conflitto, e forse sul referendum relativo alle concessioni territoriali. L’Unione europea continua a ripetere che “nulla sull’Ucraina deve essere deciso senza l’Europa al tavolo dei negoziati”. Domani l’Ue adotterà il ventesimo pacchetto di sanzioni a Mosca che però vedrà il no di Budapest. “Finché l’Ucraina non riprenderà il transito di petrolio verso l’Ungheria e la Slovacchia, non consentiremo che decisioni importanti per Kiev vadano avanti”, ha detto il ministro degli Esteri ungherese Szijjártó. Intanto, l’inviato speciale degli Stati Uniti Steve Witkoff auspica che un nuovo round di colloqui sull’Ucraina possa aver luogo entro le prossime tre settimane, e che si possa concludere con un incontro tra il presidente russo e quello ucraino.
“La pace per l’Ucraina è urgente e non può essere rinviata”, è l’ultimo appello lanciato da Papa Leone. Il Vaticano ha esplorato molte vie per porre fine alla guerra in Ucraina. Quattro anni di incontri, telefonate, missioni, oltre agli innumerevoli appelli nel corso degli Angelus e in altre occasioni, da Papa Francesco a Prevost. Ma c’è stato anche un lavoro della diplomazia vaticana dietro le quinte, fino all’offerta da parte di Leone a Russia e Ucraina di incontrarsi in Vaticano per guardarsi negli occhi e cercare un dialogo. Per il Pontefice “la pace non può essere rimandata, è un’esigenza urgente che deve trovare spazio nei cuori e tradursi in decisioni responsabili. Tacciano le armi, cessino i bombardamenti, si giunga senza indugio a un cessate il fuoco – è l’appello di Leone – e si rafforzi il dialogo per aprire la strada alla pace”.