Legge elettorale: finita l’alleanza Ap-PD

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Il leader di Alternativa Popolare Angelino Alfano, in conferenza stampa dopo la Direzione di Partito, ha dichiarato che Ap non farà ostruzionismo sulla legge elettorale, ma che presenterà emendamenti solo per garantire le preferenze e la governabilità. “Accettiamo la sfida del 5% e non presenteremo emendamenti per abbassarla” ha dichiarato Alfano, che ha poi fatto sapere di ritenere conclusa la collaborazione con il Partito Democratico, continuando invece a sostenere Paolo Gentiloni. Gli alfaniani accusano infatti il Pd di voler far cadere l’esecutivo: “E’ da febbraio che ce lo chiedono” ha dichiarato il Ministro degli Esteri, che ha anche spiegato “La soglia del 5% sarà “la scintilla per organizzare una rappresentanza di liberali e popolari che tutti i sondaggi dicono possa superare il 10%”.
Non si è fatta attendere una reazione del mondo politico alle dichiarazioni di Alfano. Secondo il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio emerge uno scenario eversivo e inquietante dalle parole degli esponenti alfaniani. “E’ insopportabile avere il Paese sotto ricatto di Alfano e di Renzi. Il fatto che l’ex premier avrebbe chiesto al partitino di Alfano di far cadere Gentiloni per avere in cambio una legge elettorale su misura è la dimostrazione che questo personaggio non sa cosa sia la democrazia” queste le parole rilasciate all’ANSA da Di Maio, che ha definito Matteo Renzi un personaggio pericoloso.
Intanto slitta a martedì 6 giugno l’approdo in Aula della legge elettorale.
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