Salvini: “La manovra deve essere coraggiosa. Via gli sprechi, anche nella Sanità”

In un’intervista al Corriere della Sera il vicepremier Matteo Salvini torna a parlare di manovra lanciando un chiaro messaggio al ministro dell’Economia Giovanni Tria: “deve essere coraggiosa, con un bilancio espansivo, perché se il Paese non cresce, il debito aumenta”.

Una legge di bilancio coraggiosa, specifica Salvini, “significa che se l’Italia vuole crescere, deve investire”. E ancora: “in queste ultime settimane ho avuto modo di fare alcune chiacchierate con alcuni di questi famosi investitori esteri di cui si sente parlare. E tutti, sottolineo tutti, mi hanno detto la stessa cosa: fate una manovra coraggiosa, espansiva. Se avrà quel segno, non preoccupatevi di qualche decimale di deficit: non è un problema”.

Sul reddito di cittadinanza: “deve diventare un fattore di produttività. Fino ad oggi i centri per l’impiego sono stati centri per il disimpiego, con tassi di successo pari a quello delle vecchie politiche per i rifugiati. Se il reddito, legato alla cittadinanza italiana, sarà un aiuto concreto alla professionalizzazione, ben venga. Un reddito per il reingresso nel mondo del lavoro fa parte del nostro programma di crescita”.

Per quanto riguarda i tagli, a chi gli chiede se nella manovra se ne parlerà, risponde: “Ma certo. Luigi Di Maio dice la ‘sanità non si tocca’, ma gli sprechi si devono toccare e i costi standard saranno importanti sotto questo punto di vista. Mi accusano di sprecare sulle pensioni, ma lei lo sa che noi paghiamo un miliardo all’anno di pensioni sociali sui ricongiungimenti famigliari? Persone che arrivano senza aver mai pagato un euro di tasse e si prendono la pensione? E con il dl del ministro Bongiorno ci sono amplissimi margini di recupero di risorse e produttività anche nella pubblica amministrazione. E poi, me lo lasci dire, il 22 settembre, lo scorso anno erano entrate in Italia 103.151 persone. Nel 2018, soltanto 21.017. Si tratta di un risparmio secco di più di un miliardo di soldi veri. Con un terzo di quella cifra, io assumerò 10mila uomini nelle forze dell’ordine».

I «due forni», da una parte il centrodestra, dall’altra i 5 stelle – “Macché. A suo tempo il centrodestra mi ha detto “vai, prova”. Io ho accettato la sfida per un contratto e un programma di 5 anni. Non è che ora faccia saltare tutto perché sono al 30%. Quest’anno smonterò un pezzo di legge Fornero, una parte di italiani pagherà il 15% di tasse, toglieremo qualche accisa sulla benzina. Nei prossimi anni, andremo avanti: ho tanti difetti, ma se mi prendo un impegno lo voglio onorare”.

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