Carabinieri in classe, fra legalità e prevenzione

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Foto d'archivio

Solo in questa settimana hanno incontrato 180 studenti delle scuole dell’Alto Vicentino: 60 di tre classi prime del Liceo Linguistico Zanella e 120 in sei classi prime dell’Istituto Tecnico Industriale De Pretto, tutti a Schio. E’ il lavoro prezioso di prevenzione e informazione che l’Arma dei carabinieri svolge sul territorio per contribuire a sviluppare nei ragazzi la cultura della legalità. Ad entrare nelle classi per l’annuale ciclo di conferenze, sono sia il comandate della compagnia di Schio Vincenzo Gardin, che quelli delle singole stazioni dell’alta Val Leogra.

Durante gli incontri i militari hanno parlato ai ragazzi della legalità con l’obiettivo di aiutarli ad affrontare le problematiche adolescenziali, con particolare riferimento all’uso delle droghe, all’use e abuso di internet e dei social e anche ai fenomeni di bullismo. “Sono stati sottolineati molti comportamenti che spesso sono considerati dai ragazzi delle semplici bravate – spiega il comandate Gardin – ma che in realtà configurano fattispecie di reato specifiche anche gravi. I ragazzi sono stati molto interessati ad esempio al tema della  diffamazione attraverso i social network e le chat, alcuni erano stupidi dall’apprendere che che ‘parlare male’ o pubblicare foto imbarazzanti di un compagno o di un professore su uno di questi canali può comportare conseguenze di tipo legale”.

“Negli incontri – continua il maggiore Gardin – ci avvaliamo di proiezioni video e presentazioni multimediali, attraversi le quali illustriamo agli studenti i rischi legati all’assunzione di sostanze stupefacenti ed approfondiamo il tema dell’uso improprio delle piattaforme social che possono portare anche ad episodi di cyberbullismo e avere, come è tristemente accaduto a livello nazionale, epiloghi molto gravi. I messaggi che trasmettiamo ai ragazzi vogliono essere un aiuto anche per educatori e genitori: cerchiamo infatti di sottolineare particolarmente l’importanza che hanno i rapporti reciproci fra studenti, professori e forze dell’ordine. Per contrastare il bullismo, infatti, l’importante è che se ne parli”.

Sollecitati dalle domande degli studenti, i carabinieri hanno anche dato loro consigli su come tutelare la propria privacy e come segnalare in modo efficace comportamenti criminali alle forze dell’ordine.

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