Il corpo militare dell’Ordine di Malta racconta il suo impegno umanitario

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Mario Fine, comandante Acismom

Conoscere da vicino l’Acismom, il corpo militare volontario dell’Ordine di Malta. E’ questo lo scopo della visita a Schio del suo comandante, il generale Mario Fine, prevista per quest’oggi. Nel pomeriggio, infatti, si terrà un convegno incentrato sul ruolo dell’Acismom, una struttura militare che è presente nella città dell’Alto Vicentino dal 1991 con personale medico, paramedico e logistico normalmente in congedo, ma sopposto a ri­chiamo in servizio in caso di bisogno, ed è la più numerosa del Nordest.

Il generale Fine sarà accolto dal sindaco Valter Orsi alle 16 nella sala consiliare del municipio alla presenza delle rappresentanze delle forze dell’ordine e delle associazioni d’arma locali.
 Alle 18, invece, il comandante terrà una conferenza dal titolo “Il corpo militare Acismom” a palazzo Fogazzaro, in cui verrà presa in considerazione la storia del corpo militare dell’Ordine di Malta ausiliario del­l’Esercito italiano, la presenza e l’azione dello stesso nel Nordest d’Italia. La conferenza sarà introdotta e moderata dal giornalista Paolo Rolli ed è previsto l’intervento del maresciallo maggiore Andrea Motta.

“È per noi un onore ricevere il generale Fine – sottolinea il sindaco – che rappresenta una delle più consolidate realtà in campo di supporto sanitario a favore dell’Esercito Italiano, di cui è corpo ausiliario, e più in generale della popolazione civile. La nostra città lo accoglierà con ri­spetto e gratitudine”. Il corpo militare del sovrano militare Ordine di Malta è da sempre al servizio del popolo italiano. Gli ufficiali, sottufficiali e militi arruolati su base volontaria che fanno riferimento a Schio sono stati spesso impegnati sul territorio nazionale in occasione di catastrofi: dal 1997 dopo il terremoto um­bro-marchigiano fino ai più recenti terremoti in Emilia Romagna ed Abruzzo, ma anche nei grandi eventi come l’Anno Santo a Roma. A sostegno dell’Esercito, poi, gli ufficiali medici sono stati im­piegati nelle operazioni militati della Nato in Kosovo. Intensa è, infine, l’attività addestrativa e di rap­presentanza, anche in collaborazione con altri enti, che il personale veneto appartenente al corpo militare svolge periodicamente.

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