Lo Schio C5 azzecca il tredici: il jackpot è la promozione tra le big venete della C1

Giallorossi in festa per la promozione (Foto Dotsports)

Al Palalanzi di Schio si sorride ma non si scherza. Per chi nutrisse dei dubbi basta chiederlo alle tredici formazioni passate da queste parti al palasport di via Martiri della Libertà, per giocare – contro la squadra di casa, lo Schio C5 – un match di futsal nella categoria C2 (girone A). Tutte e 13, infatti, sono uscite sconfitte. Compreso l’Hellas Verona, il grande spauracchio scaligero, ultimo a soccombere allo strapotere dei giallorossi allenati da Michele Ferraro. Venerdì scorso, di fronte ad almeno 500 spettatori, lui e i suoi giocatori hanno “completato” l’opera battendo per 5-3 la diretta concorrente per la leadership proprio –  l’unico scherzetto concesso lo ha fatto il calendario – all’ultima giornata.

Un club di calcio a cinque di Schio torna a raggiungere quella che di fatto è la massima serie regionale – la C1 – e che vale come trampolino per il futsal nazionale. Eguagliato l’apice storico della longeva storia calcettistica giallorossa tra vari marchi, cambi di denominazione e di matricola nel corso degli anni recenti – Kemplex Schio, Pentha Santorso poi Schio, Giavenale e infine un “liberatorio” Schio C5 -, rinverdendo i fasti di ieri con uno staff nuovo “capitanato” dal presidente Maurizio Lobba, alla prima assoluta tra le big del calcio a 5 veneto a partire dal prossimo settembre. Al suo fianco una “squadra” altrettanto numerosa di dirigenti e collaboratori e un pubblico cresciuto di partita in partita. Anzi, di vittoria in vittoria.

Primo posto assoluto nel girone berico-scaligero di serie C2, con 64 punti sui 78 disponibili. Di cinque lunghezze il margine finale sull’Hellas Verona che, in caso di blitz al fotofinish a Schio, avrebbe scalzato Grotto e compagni dalla vetta. Il record che rimarrà nella memoria corrisponde al percorso netto nel fortino Palalanzi, un jackpot di vittorie con inoltre il secondo attacco mitraglia del torneo (133 reti all’attivo) e il miglior bunker difensivo (appena 56 quelle subite) davanti al portiere scledense doc Stefano Tedeschi che, proprio nel confronto decisivo si è pure tolto lo sfizio di segnare l’unico gol della sua stagione nonchè l’ultimo in assoluto di un’annata indimenticabile per lo Schio C5. A proposito di gol, nella cooperativa dello Schio C5 spicca il trio “Lele” Bianco-Carretta-Guglielmi autori di una settantina di marcature.

Un organico di alto livello allestitola scorsa estate, ma che non si illudeva affatto di dominare l’annata nonostante i grossi calibri in termini di esperienza e qualità. Dei veterani (Simone stavolta) Bianco, Grotto e Baccino, tutti passati per i palcoscenici di serie B, chi mastica futsal ne conosce il curriculum sprtivo, senza dimenticare i vari Celebic e l’ultimo arrivo (decisivo venerdì con una doppietta al pari di Carretta) Savegnago, meno “avanti” con la carta d’identità ma pezzi pregiati da tempo del futsal vicentino.

“E’ vero che siamo partiti da favoriti – ci racconta il tecnico bassanese Ferraro – ma i team veronesi non si potevano conoscere fino in fondo e ci hanno dato filo da torcere. A fare la differenza a nostro favore le ampie rotazioni a disposizione, sinceramente in panchina chiunque pescavo andava bene e manteneva il quintetto di livello. In questa categoria non ho mai avuto una squadra così forte, ho sempre avuto undici uomini davvero validi. Come allenatore accettare una sfida da favorito significa avere tutto da perdere, è rischioso, ma è andata bene ed è stato un sogno festeggiare di fronte ad oltre 500 persone sugli spalti.  Il Lanzi? Un trascinatore, la squadra ha portato tanto entusiasmo e la società ha lavorato bene per farci conoscere. Poi i risultati e spero anche il gioco espresso hanno fatto il resto”.

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