Luciana Silvestri è l’alternativa: “Isolati troppo a lungo, sogno Malo protagonista”

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A meno di un mese dal deposito delle liste, Malo vive in un limbo politico che si fa più denso ogni giorno. Da una parte c’è un sindaco uscente, Moreno Marsetti, che non ha ancora annunciato se correrà per un secondo mandato. Una scelta che molti considerano ponderata, ma che inevitabilmente tiene in sospeso amministratori, sostenitori e una parte di elettorato che in questi anni ha creduto nel suo progetto. Dall’altra, c’è chi ha deciso di non aspettare oltre: il centrosinistra, benché libero da etichette di partito, ha ufficializzato la candidatura di Luciana Silvestri, classe 1971, imprenditrice nel campo della ristorazione, madre di tre figli, una vita costruita a Malo e un’idea molto chiara di cosa significhi amministrare.

La sua candidatura è la prima certezza in un panorama politico ancora in movimento. E nasce da un percorso che affonda le radici nella storia familiare: “Anche grazie a mio zio, Gildo Zaccaria, che mi ha insegnato ad amare Malo come comunità, ho deciso di mettere a disposizione tempo, energie e competenze”. Zaccaria, figura amministrativa lungimirante, è per lei un riferimento etico e politico, un modello di servizio pubblico che oggi Silvestri vuole reinterpretare con uno stile proprio. “Mi considero un’artigiana: costruisco progetti con cura, passo dopo passo – racconta la candidata rivendicando un nuovo approccio anche per la politica, fatto di ascolto, studio, responsabilità – non ho tutte le risposte, ma garantisco presenza, impegno e determinazione ogni giorno”.

E la serata del 25 marzo, in cui il gruppo ha ufficializzato la candidatura, si è aperta con un segnale politico forte: l’intervento dei consiglieri di minoranza della lista Uniti per Malo – Lorenza Faccio, Andrea Garbin e Mattia Anzolin – che hanno ribadito il pieno sostegno a Silvestri, definendola lo sbocco naturale di cinque anni di opposizione coerente. Particolarmente incisivo l’intervento di Garbin, che ha tracciato un bilancio critico della gestione attuale: “Le criticità della gestione di questa amministrazione sono certificate dai fatti: le piscine comunali ancora chiuse con molti cittadini che hanno perso i propri soldi, il ponte “delle galline” andato distrutto senza alcuna assunzione di responsabilità e il taglio ai servizi socio-sanitari. Siamo di fronte a una giunta che non ha saputo monitorare né gestire, preferendo sempre puntare il dito e scaricare le colpe altrove”. Silvestri, dal canto suo, ammette i limiti ma mantiene un tono meno tranchant: riconosce all’amministrazione uscente la capacità di essere vicina ai cittadini, ma insiste sulla necessità di un cambio di passo: “Malo deve uscire da una sensazione di isolamento. Viviamo in un territorio interconnesso: ciò che decide Schio influenza Malo, e viceversa”.

Un chiaro riferimento alla grande partita dell’ATS, la nuova architettura delle politiche sociali che ridisegnerà equilibri e responsabilità: “Saremo il terzo comune dell’ambito: serve una presenza costante, serve recuperare la centralità che Malo aveva negli anni Duemila” incalza Silvestri annunciando una lista civica, senza accordi con partiti, aperta a chi cerca un’alternativa. La squadra sarà presentata il 18 aprile, in un grande evento pubblico che segnerà il vero lancio della campagna elettorale: lì verranno illustrati i dettagli del programma. Intanto, dall’altra parte, tutto resta sospeso. Marsetti non ha ancora sciolto la riserva. Una scelta che molti interpretano come riflessione, altri come strategia, altri ancora come prudenza. Ma il dato politico è uno: l’attesa cresce, e con essa l’incertezza. Chi crede nel sindaco uscente aspetta una parola definitiva, mentre il centrosinistra corre, organizza, si struttura. La sensazione è che la campagna elettorale di Malo sia più che entrata nel vivo, anche se non tutti i protagonisti sono ancora scesi in campo. E che, questa volta, il tempo – più ancora dei programmi – sarà il vero arbitro della partita.

“Decide la squadra”: il dopo Marsetti è un rebus. “Critiche? Conta più l’affetto della gente”

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