Nuova centrale elettrica a Case, depositato il progetto. Un mese per le osservazioni

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Un traliccio dell'alta tensione (foto d'archivio)

Terna, uno dei gestori della rete elettrica nazionale, ha depositato al ministero dello Sviluppo economico un nuovo progetto per la stazione elettrica 220/132 kV di Case di Malo e dei relativi raccordi, a cavallo fra Malo e San Vito. Il progetto, di cui si parla da anni, sarebbe ora in dirittura d’arrivo: il piano della centrale è stato rivisto in base a un protocollo firmato nel 2017 fra Terna e il Comune di Malo, dopo le proteste di alcuni residenti della zona di Malo. Il progetto è visibile anche negli albi pretori dei due Comuni e per trenta giorni i cittadini potranno presentare osservazioni.

“Le modifiche  – fa sapere Terna – sono state realizzate volontariamente dal gestore della rete elettrica in seguito alle osservazioni pervenute dalla cittadinanza. Il nuovo progetto riduce la lunghezza dei raccordi tra la nuova stazione elettrica e le linee esistenti, incrementando il saldo tra nuove realizzazioni e demolizioni; inoltre, prevede una riduzione della superficie occupata dagli apparati di stazione, in modo da destinare una maggiore superficie al mascheramento ambientale. L’amministrazione di Malo, che è il solo Comune interessato dalla stazione elettrica, ha riconosciuto gli elementi migliorativi del progetto e ha quindi sottoscritto il 10/07/2017 un Protocollo d’Intesa con Terna”.

“Il progetto della stazione elettrica di Malo è stato definito in seguito a un percorso pre-autorizzativo durato cinque anni, durante i quali Terna ha dialogato con gli enti locali (i Comuni e l’Ipa Alto Vicentino) condividendo i criteri localizzativi dell’opera – fa sapere Terna con una nota – Al termine del percorso di concertazione Terna aveva presentato ai cittadini il progetto della stazione elettrica, giungendo infine al primo avvio in autorizzazione nell’aprile 2014. Terna ricorda che la nuova stazione elettrica, pianificata in posizione baricentrica rispetto ai carichi delle aree industriali a nord di Vicenza, migliorerà la sicurezza dell’alimentazione nella provincia i cui consumi sono aumentati del 28% dal 1997 al 2016”.

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