Anche Marano a Bologna in memoria di madre e figlio morti nella strage del 2 agosto

Come ogni anno la comunità di Marano Vicentino ha commemorato ieri la strage di Bologna del 2 agosto 1980, quando alle 10.25 una bomba esplose in stazione, uccidendo 85 persone e ferendone più di 200. Tra le vittime del tremendo atto terroristico di matrice neofascista morirono anche i maranesi Elisabetta Manea e Roberto De Marchi, madre e figlio. Per questo una delegazione è partita da Marano e ha raggiunto Bologna dove nel piazzale della stazione si è tenuta la commemorazione per chiedere verità e giustizia.

“Il 2 agosto del 1980 l’Italia e Marano Vicentino venivano sconvolti per sempre dal più grave attentato della storia moderna del nostro Paese” ha affermato il sindaco, Marco Guzzonato.

“Come ogni anno – prosegue Guzzonato – l’amministrazione comunale ha commemorato la strage alla stazione, ricordando le vittime di tutti gli atti terroristici ed esprimendo vicinanza alla famiglia De Marchi. Soprattutto, abbiamo rinnovato il dovere civico della memoria. In merito al 2 agosto 1980, infatti, la piena chiarezza sulle responsabilità di esecutori e mandanti sono costati decenni di fatiche processuali e impegno da parte dell’associazione tra i familiari delle vittime, da subito ostacolate da depistaggi e sabotaggi, anche operati, purtroppo, da apparati deviati dello Stato. Ora che la verità giudiziaria sui mandanti è consolidata da nette sentenze definitive, è importante non disperdere il filo della testimonianza di quei fatti orribili, coinvolgendo le giovani generazioni e la sempre più larga fascia di popolazione che non ha vissuto direttamente quella stagione”.

Per non dimenticare, il Comune di Marano Vicentino ha organizzato anche giovedì scorso  un incontro con lo scrittore Andrea Speranzoni, che al Centro Verdi in piazza Silva ha presentato il suo libro “Che cos’è questo golpe” (Castelvecchi 2025), mentre sabato 1° agosto si è tenuta una messa di suffragionella chiesa di Santa Maria Annunziata.

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