Autolavaggio sospeso, è bufera. Opposizioni all’attacco, Grotto: “Polemica infondata”

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Ennesimo scontro tra minoranza e maggioranza. A Piovene Rocchette la vicenda dell’autolavaggio chiuso dopo un blitz dei Carabinieri si è trasformata in poche ore in un caso politico. Le opposizioni, guidate dal consigliere Maurizio Colman, accusano l’Amministrazione di non aver vigilato a dovere e chiedono chiarimenti immediati sulle procedure autorizzative e sui controlli comunali.

Tutto inizia l’8 gennaio scorso, quando i Carabinieri della stazione di Piovene Rocchette, insieme al Nucleo Ispettorato del Lavoro di Vicenza, hanno effettuato un controllo in un autolavaggio attivo da poche settimane. L’ispezione fa emergere un quadro pesante: due lavoratori in nero, retribuzioni irregolari, condizioni di alloggio definite “di assoluto degrado” e gravi violazioni in materia di sicurezza, tra cui la mancanza di formazione, l’assenza del medico competente e impianti privi della certificazione di messa a terra. L’attività viene sospesa e l’amministratore, un ventenne di origine egiziana, denunciato per ipotesi di caporalato. Le sanzioni superano i 53 mila euro.

Ed è su questo terreno che Colman deposita un’interrogazione urgente, chiedendo di verificare se la fase istruttoria e autorizzativa sia stata condotta correttamente e se negli ultimi anni il Comune abbia effettuato controlli urbanistici, edilizi, igienico-sanitari o anagrafici. Il consigliere sostiene che “quanto accaduto non possa essere liquidato come un episodio isolato” e che sia necessario capire se vi siano state omissioni o sottovalutazioni. A suo avviso, la tutela della legalità e della dignità dei lavoratori non può essere delegata esclusivamente alle forze dell’ordine.  E a rincarare la dose in attesa che la questione approdi al prossimo Consiglio comunale – dove si preannuncia un confronto serrato – è intervenuto anche l’ex sindaco Erminio Masero, che sui social ha lasciato intendere dubbi sulle autorizzazioni con un commento che ha ulteriormente acceso il dibattito: “Fatevi una domanda: ma le autorizzazioni ad aprire chi le ha concesse? Non credo abbiano aspettato di avere tutto in mano per aprire…”.

Il sindaco di Piovene Rocchette, Renato Grotto

Di segno opposto la posizione del sindaco Renato Grotto, che si dice “meravigliato del polverone” e chiarisce che l’attività era stata avviata “regolarmente tramite Suap” a fine novembre, in un locale già idoneo per il lavaggio a mano. Il primo cittadino sottolinea che le irregolarità emerse non rientrano nelle competenze comunali e che l’operazione dei Carabinieri è frutto della normale attività investigativa delle forze dell’ordine: “Quello che è stato rilevato al termine di un’usuale attività d’indagine e controllo da parte delle forze dell’ordine fortunatamente sempre presenti e vigili sul territorio – rimarca deciso Grotto – non ha a che fare né con segnalazioni di privati né col Comune che, per parte sua, non ha in alcun modo questo tipo di competenze. Cercare di individuare quindi eventuali responsabilità in capo all’amministrazione in un caso come questo, da parte di chi avendo alle spalle una lunga esperienza amministrativa già dovrebbe sapere come funziona, appare solo come l’ennesima polemica fine a sé stessa, atteggiamento che mi spiace e di cui fatico a comprenderne l’utilità”.