Dormivano nell’autolavaggio in condizioni precarie: attività sospesa per un 20enne egiziano

Non solo caporalato. Ma anche gravi violazioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. Come pure l’impiego di personale senza contratto. È di tutto questo che si sarebbe reso responsabile un 20enne cittadino egiziano, amministratore unico di un autolavaggio di Piovene Rocchette, al quale, a seguito di un’ispezione effettuata dall’Arma dei Carabinieri, è stata imposta l’immediata sospensione dell’attività.
L’attività si era fatta conoscere grazie ad una massiccia campagna pubblicitaria mediante volantini che invitata ad approfittare di un lavaggio auto esterno-interno a soli 10 euro. Di lì il tam tam con vere e proprie code per approfittare “dell’affare”. Movimenti che devono aver destato più di qualche sospetto – oltre che segnalazioni. Di lì l’accertamento, avvenuto ieri, giovedì 8 gennaio, condotto insieme ai militari del Nucleo Carabinieri Ispettorato del Lavoro di Vicenza e del Nucleo Operativo del Gruppo Carabinieri Tutela del Lavoro di Venezia. Dal controllo è emerso che due delle tre persone impiegate nell’autolavaggio erano prive di regolare contratto di lavoro. La loro retribuzione, inoltre, è risultata essere irregolare rispetto ai contratti di settore. Per di più, ispezionando i locali dell’attività, i militari hanno individuato una stanza che, destinata ad alloggiare i lavoratori, versava in condizioni di assoluto degrado. Le verifiche, in aggiunta, hanno condotto i carabinieri a rilevare il mancato aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi, l’omessa formazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, la mancata nomina del medico competente, l’omessa formazione dei lavoratori dipendenti e l’assenza della certificazione della messa a terra. Una “collezione” di violazioni che, oltre alla denuncia per sfruttamento del lavoro, è costata al 20enne ammende per un importo di oltre 37 mila euro, oltre a sanzioni amministrative pari a 16mila euro. 
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