Jessica Peruzzo e la convivenza possibile con i grandi carnivori: “Dipende da noi umani”

È probabile che, bazzicando in rete, vi siate imbattuti nei suoi scatti. Ma in realtà non occorre essere internauti per poter apprezzare la sua arte. E questo perché Jessica Peruzzo, naturalista e fotografa valdagnese, ha da poco dato alle stampe la sua ultima fatica, “I grandi carnivori d’Italia“. Il libro segue la precedente opera della giovane divulgatrice pubblicata nel 2022, “Il ritorno del lupo sulle montagne vicentine“. Solo che stavolta, a fianco di questo predatore, ad essere protagonisti sono anche l’orso bruno, lo sciacallo dorato e la lince.
Un’opera a stampa, quella che ne parla, che, come dice la stessa autrice ai microfoni di Radio Eco Vicentino, è il frutto di “esperienza e pazienza. E anche di un pizzico di fortuna, che male non fa. Ma, soprattutto, di molta conoscenza dell’animale che si vuole fotografare. Più si fotografa – confessa a Mariagrazia Bonollo e Gianni Manuel – e più si vuole approfondire quello che è stato fotografato”. La chiacchierata, avvenuta durante la trasmissione “Parlami di te” in occasione della pubblicazione del nuovo libro, ha rappresentato un’opportunità per apprendere qualcosa di più su quei quattro animali.
Per esempio, sapevate che in Italia esiste appunto lo sciacallo dorato? “Al momento si concentra ancora per lo più in Friuli – spiega Jessica -. È arrivato autonomamente dall’Europa orientale. Sta scendendo lungo la Penisola, quindi tempo qualche anno e colonizzerà tutto”. Più conosciuta è sicuramente la lince. La quale, tuttavia, “purtroppo è ancora molto rara. I tentativi di reintroduzione fatti in Svizzera sono andati molto bene, al punto che, ogni tanto, qualche esemplare attraversa il confine. Però si tratta di numeri molto bassi. Non è un caso se si dice che la lince è il mammifero più raro d’Italia”.
È il turno, poi, dell’orso bruno. “Fra tutti e quattro – continua la giovane naturalista – è l’animale che può essere un po’ più pericoloso. Perché è più grande, e, soprattutto, perché la femmina difende i piccoli. Questo è il problema principale. Se non si sa come comportarsi in presenza di una mamma con i cuccioli, in quel momento si può rischiare qualcosa”. Inevitabile chiedersi, dunque, se sia possibile una convivenza con l’uomo. “Siamo ancora abbastanza distanti dalla coesistenza pacifica – sottolinea -, perché purtroppo c’è ancora tanta disinformazione”.

A proposito di convivenza, infine, tocca al lupo. Il quale, negli ultimi anni, è divenuto un autentico incubo per gli allevatori. Nulla, tuttavia, che per Jessica non si possa risolvere. E, per di più, in modo incruento: “La sperimentazione dei proiettili di gomma, testati sul monte Grappa, ha registrato buoni risultati”. La chiave insomma, secondo la divulgatrice valdagnese, è “uno scatto di coscienza di noi umani. La coesistenza non dipende dagli animali. Perché siamo noi che possiamo fare di loro tutto quello che vogliamo. Abbiamo i mezzi per distruggerli in un giorno. Se riusciremo a coesistere, dipenderà da noi”.
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