Capovilla prenota il tris: “Tanti finanziamenti e opere al via. Ma sogno una nuova Piazza Libertà”

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A Cogollo del Cengio la campagna elettorale ha preso velocità in un attimo. Prima l’annuncio dell’architetto Massimiliano Maculan, che ha scelto di aprire la corsa con un giudizio tagliente – “il paese è morto” – poi la risposta politica più attesa: Piergildo Capovilla correrà per la terza volta. Una decisione che non sorprende chi conosce la storia amministrativa del paese, ma che segna l’inizio di una sfida frontale, forse la più netta degli ultimi anni.

Capovilla, settant’anni da compiere a giugno, è già un sindaco da record: il primo nella storia di Cogollo a superare i dieci anni consecutivi con la fascia tricolore, complice la proroga dei mandati durante la pandemia. Eppure, quando parla, non c’è traccia di stanchezza. La sua campagna, dice, sarà “tutta numeri e concretezza” con una lista frutto di un mix fra alcuni “veterani” ed una quota di under 45 giovane ma determinata. Con la voglia di innovare, pur restando in un solco ben definito che parte da un vasto bottino di traguardi raggiunti e raccontati con orgoglio. Le due rotatorie che hanno ridisegnato la viabilità centrale e messo in sicurezza l’incrocio con la Sp350 sono il biglietto da visita più visibile. Ma non l’unico. In via Banchette è in arrivo un attraversamento pedonale con semaforo a chiamata, mentre in località Buse si avvia alla conclusione l’intervento del Genio Civile per prevenire allagamenti e dissesto idrogeologico. Il campo in erba sintetica, ormai ultimato, completa il quadro degli impianti sportivi.

Poi c’è il progetto che Capovilla definisce “una vera casa della comunità”. Una struttura polifunzionale, finanziata e in avanzamento, che ospiterà nido, scuola dell’infanzia, spazi per gli anziani e luoghi di aggregazione: “I fondi ci sono tutti e i lavori procedono speditamente. Daremo priorità ai servizi educativi, ma l’obiettivo è offrire spazi che oggi mancano. Le opere non sono solo cemento: sono sociale”, spiega il sindaco. E non è l’unica novità. Capovilla annuncia che, grazie ai fondi Pnrr gestiti direttamente dall’esecutore dei lavori, le scuole “Granatieri di Sardegna” e la sede municipale saranno oggetto di una riqualificazione energetica e strutturale completa: infissi, tetto, impianti: “Con impatto zero per le casse comunali”, sottolinea il primo cittadino, documenti alla mano.

Sul fronte sociale e culturale, il sindaco non evita il tema più delicato: la scelta di recedere dai servizi associati dell’Unione Montana. Una decisione che aveva fatto discutere, ma che Capovilla rivendica come scelta di responsabilità: “La coperta è sempre corta: spendevamo tanto per avere poco. Oggi la biblioteca, con risorse più oculate, sta tornando fulcro di attività per tutte le età. E le intensificheremo”. Poi arriva la stoccata, senza mai citare direttamente l’avversario: “Se questo è il paese morto – dice sorridendo e senza entrare in polemica, prima di elencare con orgoglio gli eventi diventati marchi identitari del calendario locale, dal Christmas Train alle marce inclusive sino ad una ritrovata Sagra del Prezioso – frutto della collaborazione con una Pro Loco giovane e una rete di associazioni che – riconosce – rispondono sempre con entusiasmo”.

Ma Capovilla non si limita al passato e guarda avanti: “Resta il sogno di ristrutturare Piazza Libertà. È doveroso, e se rieletto me ne occuperò in via prioritaria. Non sono promesse elettorali: ho dimostrato coi fatti che, grazie a buone relazioni con gli enti superiori e all’esperienza maturata sul campo, a Cogollo sono arrivate risorse strategiche e fondamentali per opere altrimenti impossibili”. L’ultimo esempio lo cita con precisione: 300 mila euro da Veneto Agricoltura per la regimazione delle acque meteoriche sopra l’abitato di Casale, nella Val Cengiotta. Poi, quasi a chiudere un cerchio, torna sul suo modo di essere sindaco: “Ho sempre fatto il sindaco a tempo pieno. Chi mi ha cercato ha sempre trovato una risposta celere e un uomo presente. Le mie porte sono e saranno sempre aperte per tutti. Anche a dispetto di appuntamenti e formalità. Per Cogollo e per tutti i cogollesi”. La sfida, ora, è lanciata. Da una parte l’esperienza e la continuità di Capovilla; dall’altra la spinta al cambiamento di Maculan. In mezzo, un paese che dovrà decidere quale idea di futuro vuole per sé.

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