Massimo Maculan sfida Capovilla: “Il paese è morto, ripartiamo da giovani e famiglie”

A Cogollo del Cengio la campagna elettorale non è ancora ufficialmente iniziata, ma il primo sfidante ha già rotto gli indugi. Massimiliano Maculan – Massimo per tutti in paese – si presenta come l’alternativa dichiarata al sindaco uscente Piergildo Capovilla, intenzionato a correre per il terzo mandato. 65 anni, architetto dal 1996, Maculan è volto noto della comunità: presidente dello Sci Club dal 2004, impegnato nel Consiglio economico parrocchiale e attivo in diverse associazioni locali, oltre a un decennio da assessore comunale tra il 2005 e il 2015. La sua discesa in campo arriva mentre a Cogollo circolano voci insistenti su ulteriori movimenti politici, indizi di una possibile “terza via” pronta a inserirsi nella sfida. Maculan, intanto, si racconta come un uomo di territorio, appassionato di viaggi, montagna, sci e giri in moto o e‑MTB, deciso a rimettere esperienza e passione al servizio del paese.
Come nasce la volontà di candidarsi e che compagine sarà la sua?
La volontà di candidarmi è nata all’interno di un gruppo di cittadini che da più di un anno lavora per mettere assieme i vari gruppi e le forze per un cambiamento di rotta rispetto all’attuale Amministrazione, perché c’è la consapevolezza di poter fare di più e fare meglio. Abbiamo un approccio alternativo fatto di condivisione e partecipazione, vicini alle necessità delle persone. Siamo convinti che la buona politica parta dalla gente e sia fatta di sinergie con i Comuni vicini, Organizzazioni del territorio ed Enti Pubblici. L’isolamento nel quale siamo finiti non fa bene al nostro paese e ci preclude opportunità che potrebbero nascere dalla collaborazione con le realtà territoriali.
Se dovesse già lanciare un programma, mi indica i punti chiave o “macrotemi” su cui lavorare per Cogollo?
Senz’altro la valorizzazione del nostro territorio: abbiamo un patrimonio unico, eppure non viene promosso come si deve, perdendo delle opportunità importanti per il nostro domani. Poi lo sviluppo e l’incremento di attività e iniziative a sostegno dei giovani e delle famiglie: il futuro di Cogollo passa proprio da loro e attualmente, se non grazie all’impegno delle associazioni, dei comitati e dei gruppi di volontari, a livello amministrativo non viene promosso nulla che possa dare ai ragazzi o alle famiglie uno stimolo per mettere radici nel nostro paese. La promozione della comunità e della cultura: diversi cittadini hanno perso o affievolito nel corso degli anni il loro senso di appartenenza al paese e la cultura della società e del territorio sono diventate tematiche poco sviluppate e poco considerate. E’ necessario passare anche da qui per fare in modo che Cogollo non diventi un paese vuoto: è quindi essenziale ripristinare e potenziare i servizi alla persona. Dico questo, in via prioritaria, ma stiamo lavorando anche ad un piano per la manutenzione delle strade e degli edifici comunali.
Cosa salva e cosa boccia dell’amministrazione Capovilla?
L’amministrazione Capovilla ha fatto sicuramente delle opere valide per il paese, recentemente due rotonde all’ingresso e all’uscita del paese, ma le reputo poca cosa in 10 anni di amministrazione. Si doveva fare di più. Abbiamo perso importanti opportunità sul piano dei contributi offerti dal Pnrr, fondi che potevano essere utilizzati per rinnovare, ristrutturare e migliorare le strutture già esistenti, oltre che per creare nuovi progetti che potessero dare stimoli e linfa nuova al nostro paese. Cogollo negli ultimi anni si è sempre più isolato dalle realtà confinanti perdendo e distruggendo i rapporti di collaborazione con i comuni confinanti, con l’Unione Montana e altri enti che potevano e possono fare la differenza nel nostro territorio. L’amministrazione attuale si è dimenticata dei cittadini, delle famiglie e dei giovani non investendo nulla su di loro e causando un abbandono del paese sempre più pronunciato. Questo è causato da una mancanza di visione e di assenza di progetti a lungo termine, ed è purtroppo ben visibile all’interno del nostro abitato e nel tessuto economico; basta entrare negli uffici comunali per capire quello che sta succedendo dietro la facciata o passare di sera per il centro di Cogollo per vedere quanto sia vivo il paese. Poi naturalmente è giusto che siano i nostri compaesani a giudicare alle urne.
La politica allontana e spesso, anche in ambito locale, i cittadini disertano le urne. Cosa dire loro per riavvicinarli alla cosa pubblica?
Le persone sono stanche e deluse dalla politica e non si sentono rappresentate e tutelate: noi cerchiamo di dare un’alternativa credibile, mettendo in primo piano la comunità e le persone, siamo un gruppo coeso e preparato. L’unico strumento per un cambiamento è il voto, può essere di consenso, di negazione o di rabbia ma va espresso per poter dire “io ci sono”. Quindi per poter cambiare è indispensabile andare a votare, chi si astiene delega alla maggioranza le sue sorti in maniera passiva.
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