Il funerale di Martha: “Ha amato tanto, come ha potuto”. Una colletta per aiutare il figlio

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“Voglio credere che Martha, con la sua fede, ha accolto la chiamata di Gesù. Ha amato tanto, come ha potuto, dando la vita”. Sono state toccanti le parole usate oggi dal parroco dei Cappuccini di Thiene, fra’ Luca Trivellato, al funerale di Martha Del Rocio Cedeno Vidal, la donna di origini equadoriane che lo scorso 5 ottobre è stata trovata senza vita nella sua auto parcheggiata in via Rasa a Thiene, dopo che si era recisa la carotide con un coltello. Un ritrovamento che inizialmente aveva fatto pensare ad un atto di violenza ma che con il passare delle ore le forze dell’ordine avevano confermato trattarsi di un suicidio.

Una cerimonia sobria, non affollata, che ha riunito nella chiesa dei Cappuccini le amiche e gli amici di Martha, i thienesi che l’hanno conosciuta, così come gli amici, i compagni e gli insegnanti del figlio diciottenne, che frequenta con notevole profitto l’Itis Chilesotti di Thiene.

Il parroco ha letto il Vangelo di Luca sull’incontro dei discepoli sulla via di Emmaus: parole che anche nell’omelia hanno voluto evocare sentimenti di speranza. “Dio ci ama – ha detto fra Luca – anche se a volte ci chiediamo dov’è. Gesù ha accolto il male e la morte, la morte violenta, per vincerla per sempre, perdonando e amando. La morte non è la fine di tutto ma un passaggio”.

Coperta da un cuscino di rose rosse, la salma è poi stata accompagnata al cimitero di Thiene, dove è stata tumulata. A fianco del giovane figlio, la famiglia che lo ha ospitato in affido negli ultimi anni, fino alla maggiore età, prima che tornasse a vivere con la madre. Famiglia che lo ospita anche in questi giorni, dal momento della tragedia.

La vita di Martha non è mai stata facile: 43 anni nei quali ha lottato in tutti i modi, soprattutto per garantire una vita dignitosa al figlio tanto amato. Quando lui era piccolo, Martha aveva chiesto aiuto ai servizi sociali e non si era mai arresa nonostante le tante difficoltà, soprattutto economiche, e quel figlio da crescere da sola. E nonostante anche una vicenda di stalking di cui fu vittima. Le amministrazioni che si sono susseguite a Thiene non le hanno fatto mancare il sostegno e la vicinanza (in chiesa per il funerale era presente anche l’ex sindaco Attilio Schneck e qualche ex consigliere comunale). L’ultimo anno sembrava la situazione si fosse assestata: aveva un lavoretto e viveva con il figlio, ormai maggiorenne. Inspiegabile per tutti, ora, trovare il motivo della sua scelta estrema, capire quale tarlo la rodesse a tal punto di farla finita: nessun biglietto infatti ha spiegato il suo gesto. Forse, Martha era semplicemente una donna esausta per le vicissitudini che la vita non le ha mai risparmiato. Una donna che a un certo punto, ha smesso di lottare.

Per aiutare il figlio, in attesa che possa finire gli studi e rendersi quindi autonomo grazie ad un’attività lavorativa, le persone che gli sono vicine (a partire dalla famiglia che l’ha avuto in affido) hanno avviato il “Progetto Aliante per il sostegno agli studi e all’autonomia abitativa pro – Emanuele”. Chiunque volesse contribuire può farlo con una donazione (bonifico bancario Iban IT30T0760105138250567150575, causale “Progetto Aliante”): le nostre città brillano di solitudini, ma per fortuna hanno anche un tessuto di persone intelligenti e di buona volontà che sanno farsi comunità, nel tentativo di non lasciare indietro nessuno. L’iniziativa prende a modello un progetto avviato l’estate scorsa dai Comuni di Thiene e Zugliano insieme con una cooperativa sociale del territorio, che ha l’obiettivo proprio di accompagnare concretamente verso l’autonomia giovani da poco maggiorenni privi di qualsiasi sostegno familiare.

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