Il pittore thienese Alessandro Fogo vince il premio Arte Laguna, con “Bear Ritual”

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Il dipinto Bear Ritual di Alessandro Fogo

C’è una testa d’orso a terra, dei cactus di tipi diversi, una lampada dai riquadri arlecchino, forme e colori che danno un senso di rituale primitivo. E c’è lo sciamano, con la testa coperta da una coperta: si intuisce che pure lui è un orso. Non a caso l’opera si chiama “Bear Ritual”: è il quadro a olio vincitore del prestigioso premio Arte Laguna 2018, assegnato nei giorni scorsi. L’ha realizzato un giovane pittore di Thiene, Alessandro Fogo: il suo lavoro ha convinto la giuria della dodicesima edizione del premio veneziano, che di comune accordo gli ha assegnato il riconoscimento (pari a 7mila euro). Queste le motivazioni: “Il giovane artista italiano si è contraddistinto rispetto a tutti gli altri artisti selezionati per la qualità pittorica e per accenti che rimandano a pacati ricordi di gusto surrealista e per l’approccio compositivo visionario”. Fogo, 26 anni, si dice “onorato e felice di condividere questo importante traguardo”. Il pittore ha accettato di parlare della sua opera e di raccontare un po’ di sé.

Alessandro, qual è il senso dell’opera e qual è la tua ricerca artistica?

“Il mio lavoro si basa sulla figurazione. Ho sempre a che fare con immagini e oggetti che in un certo senso hanno una carica evocativa. “Bear Ritual” è un po’ un gioco sacro: mi piaceva l’idea di trattare una situazione “mitica” in maniera ironica. È un quadro ad olio, precisamente olio su lino”.

Quanto tempo dedichi a dipingere?

“Alla pittura dedico gran parte del mio tempo, è una pratica che ha bisogno di rigore e di molto impegno sia mentale che fisico, almeno per quanto riguarda me. Quindi rimane la cosa più importante. Ora inoltre sto integrando degli studi per entrare nel mondo dell’ insegnamento”.

E’ la tua professione principale?

“Parallelamente ho sempre fatto lavoretti per mantenermi, ma sono sempre stato ben attento a fare in modo che rimanessero tali e non mi rubassero più tempo del dovuto.
Ad essere onesto non credo ci sia un momento in cui è nata la passione, da che ho memoria credo di avere sempre pensato in termini di disegno e pittura. La ritengo una vocazione, e la vivo come una cosa molto preziosa, seria e importante, da preservare e proteggere”.

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