Smartphone in mano ai bambini, i genitori provano ad allearsi fra di loro

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“I genitori di Paolo e quelli di Luca lasciano loro usare il cellulare alla sera, siete solo voi a non lasciarmi, mi fate sentire uno sfigato”. Potrebbe iniziare così una ipotetica (ma non troppo) discussione con un figlio preadolescente in tema di uso dello smartphone e internet. In genere a una frase del genere segue per il genitore un triplo salto carpiato di pazienza e determinazione per riuscire a non cedere alle proteste del pargolo.

E’ partendo da queste fatiche quotidiane che i genitori di Sarcedo si son fatti qualche domanda e hanno deciso di tentare una via inusuale, alzando l’asticella e soprattutto provando a fare squadra fra di loro. Così il Comitato genitori domani sera lancia agli altri genitori una sfida: trovarsi per stringere insieme un patto educativo. Insomma, mettersi d’accordo fra genitori per avere regole comuni e condivise sull’use della tecnologia da parte dei figli. Così la prossima volta al figlio potranno rispondere “guarda che sia noi che i genitori di Paolo e anche quelli di Luca abbiamo deciso insieme come, quanto e quando farvi usare il cellulare”.

Che l’uso degli smartphone e della rete sia la grande sfida dei genitori di oggi (e non solo per quel che riguarda i figli, ma anche se stessi), lo dicono tutte le ricerche e lo confermano le cicliche notizie di cyberbullismo e di rischi di adescamento dei più giovani in rete- Siamo infatti di fronte a piccoli che pensano di essere grandi ma che invece non hanno consapevolezza dei rischi che corrono nell’usare uno strumento che viene dato loro in mano sempre più presto, spesso già in terza e quarta elementare.

L’appuntamento per i genitori che hanno figli alle scuole primaria e secondaria inferiore a Sarcedo è quindi per domani sera alle 20 presso la sala polifunzionale della scuola primaria. Un primo momento sarà guidato dalla psicologa e psicoterapeuta Laura Brusaterra, dopo il quale i genitori saranno chiamati a lavorare in gruppi (a seconda delle classi di appartenenza) per fissare i paletti di un patto sull’uso responsabile della tecnologia.

“E’ una sfida, non sappiamo quanti genitori l’accetteranno – spiega Riccardo Paoletto a nome del Comitato Genitori – e per noi è importante che siano presenti entrambi i genitori, per questo abbiamo previsto pure un servizio di animazione per i bambini. Per quel che riguarda le regole su cui fondare il patto, siamo andati in cerca di esperienza all’avanguardia in Italia, ad esempio in Emilia Romagna, e abbiamo già una specie di decalogo che può essere un punto di partenza per la discussione”.

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