Consorzio Ne.Vi., esplode il caso Gonzo: “Dichiarazioni inopportune, piena fiducia a Colombara”

Il terremoto politico-amministrativo che ha investito il Consorzio di Polizia Locale Nordest Vicentino non accenna a placarsi. Le dimissioni di Enrico De Peron dalla presidenza dell’assemblea consortile, hanno fatto emergere tensioni che da mesi ribollivano sotto traccia.
Un sistema sotto pressione, segnato da malumori crescenti, divergenze tra Comuni e un organico che abbisognerebbe di essere rimpolpato: poco più di quaranta agenti a fronte di un fabbisogno stimato di almeno settanta. In questo clima già teso, le dichiarazioni dell’assessore alla sicurezza di Villaverla, Ruggero Gonzo, hanno fatto saltare il banco. Gonzo ha attribuito le criticità del consorzio più che a problemi strutturali, ad una presunta “diversità di stile” tra i comandanti: l’ex Giovanni Scarpellini, descritto come operativo e onnipresente, e l’attuale Filippo Colombara, definito più “burocrate”. Un paragone che ha irritato molti amministratori, perché riduce un nodo complesso – costi crescenti, squilibri tra Comuni, carenza di personale, richieste di maggiore presenza su strada – a una disputa poco più che caratteriale.
E la risposta non si è fatta attendere. Dieci sindaci dei Comuni soci – Valentina Maculan (Carrè), Andrea Segalla (Chiuppano), Maria Teresa Sperotto (Fara Vicentino), Gilberta Pezzin (Monticello Conte Otto), Loris Dalla Costa (Lugo di Vicenza), Antonella Corradin (Lusiana-Conco), Marica Rigon (Sandrigo), Gianantonio Michelusi (Thiene), Alberto Busin (Zanè) e Sandro Maculan (Zugliano) – hanno firmato una nota congiunta che suona come una vera e propria smentita politica all’assessore villaverlese. “Le affermazioni dell’assessore Gonzo sono inopportune e non contribuiscono a un clima di serenità e collaborazione istituzionale. Rischiano anzi di generare confusione e minare la fiducia nei confronti del Consorzio e della sua struttura operativa”, scrivono i primi cittadini. Il messaggio è netto: il comandante Filippo Colombara sta operando “con impegno, responsabilità e spirito di servizio” in una fase complessa, affrontando criticità organizzative e operative con trasparenza e confronto costante con le amministrazioni.
Un riconoscimento che contrasta apertamente con la narrazione di Gonzo.
I sindaci rivendicano inoltre i passi avanti compiuti negli ultimi mesi: formazione del personale, miglioramento delle dotazioni, aggiornamento dei mezzi, avvio di processi di digitalizzazione. Un percorso che, nelle loro intenzioni, punta a rafforzare un consorzio che negli ultimi anni ha mostrato crepe sempre più evidenti.
I sindaci annunciano un incontro nei prossimi giorni per aprire un confronto vero, finalmente esplicito, sulle ragioni delle dimissioni di De Peron e sul futuro del consorzio.
Un tavolo che si preannuncia delicato: sul piatto ci sono la tenuta del modello Ne.Vi., la redistribuzione delle risorse, la gestione del personale e la credibilità stessa del sistema di sicurezza locale. La conclusione della loro nota è un impegno politico e istituzionale: “Continueremo ad agire con unità e determinazione, nell’interesse esclusivo delle comunità amministrate e a sostegno del Corpo di Polizia Locale”. E il messaggio è chiaro: il consorzio può essere riformato, migliorato, rafforzato. Ma non può essere trasformato in un ring politico. Non ora, non con un territorio che chiede più sicurezza, più presenza e meno polemiche.
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