Laura Pausini e il saluto di cento motociclisti per l’addio a Ylenia

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“Siamo polvere di stelle capitati quaggiù, siamo pieni di domande che ti fai anche tu”. Sono state le parole della canzone di Laura Pausini “Fanstastico” e il rombo delle moto di un centinaio di centauri il saluto più toccante a Ylenia Boriero, la 22enne morta sulle curve della Priabonese mercoledì scorso, a Monte di Malo. La cerimonia funebre è stata preceduta dal corteo di motociclisti che a passo d’uomo ha accompagnato il viaggio del carro funebre dall’obitorio dell’ospedale di Santorso fino alla chiesa di Zanè, dove si è svolto il funerale e da dove, al termine della cerimonia, la bara bianca coperta di fiori altrettanto bianchi è ripartita per essere tumulata nel cimitero di Piovene Rocchette, paese d’origine della famiglia.

Quasi mille le persone che hanno voluto essere presenti per l’addio alla sfortunata ragazza, grande appassionata di viaggi e moto. Sul sagrato, tanti fiori, fra i spiccavano quelli dei colleghi dei genitori e degli ex compagni di scuola all’Itis De Pretto a Schio. A celebrare la triste funzione, il parroco don Lucio Fabbian, che ha letto il vangelo della moltiplicazione dei pani e dei pesci e poi nell’omelia ha avuto parole toccanti, rivolgendosi direttamente ad Ylenia. “Non ti conoscevo – ha detto – ma ho imparato a farlo in questi giorni attraverso tante testimonianze. Quello di mercoledì doveva essere un giorno come altri, un giro in moto come altri, ma su quella strada è cambiato tutto”.

Don Fabbian ha ricordato le passioni della ragazza: “Il rombo delle moto, che ti ha accompagnato fin qui, è il rombo della passione. La stessa passione che ti ha portato ad ottenere il brevetto per la guida  dei droni, solo pochi giorni fa. Tutto questo parla della tua grande e contagiosa voglia di vivere“. Il parroco di Zanè si è poi soffermato sul lutto per la perdita di un figlio, “è l’inversione dell’ordine naturale delle cose, un lutto che forse non finisce mai e si può solo imparare a sopportare”. “Eri riconoscente verso io tuoi genitori – ha proseguito il sarcedote – e ora hai un unico modo per continuare a farlo, un modo che ha il profumo dell’eternità: solo tu puoi dare ai tuoi familiari la forza di guardare avanti, di non considerarti persa ma misteriosamente presente”.

Alla fine, tre ricordi delle amiche. “Aveva un sorriso e occhi stupendi, amava punzecchiare le persone, ma era impossibile arrabbiarsi con lei” ha raccontato una. “Mettevi prima di tutto il bene degli altri” ha ricordato l’amica che stava andando a trovare quel giorno, mentre le ex compagne di scuola ne hanno ricordato la testardaggine e la schiettezza.

A salutare Ylenia, anche i gargliardetti dell’Associazione Donatori di Organi, una rappresentante dei quali ha letto la preghiera del donatore, ricordano la lezione di Ylenia anche nella morte (sono state donate le cornee): “Tua madre ti ha dato alla luce, ora tu hai dato la luce a persone che vivevano nel buio”.

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