Fashmob per l’ospedale San Lorenzo: “Il punto nascita necessità vitale per la vallata”

Flashmob ieri mattina a Valdagno per difendere l’ospedale San Lorenzo e in particolare il punto nascita. Organizzato in fretta e furia dai comitati locali insieme alle amministrazioni comunali, ha ribadito ancora una volta che “Oltre i decreti, oltre i numeri, ci sono le persone”.
“La Valle dell’Agno chiede che le persone rimangano al centro di ogni decisione che riguarda la sanità del nostro territorio. Non vogliamo solo difendere il nostro ospedale. Chiediamo che i servizi del San Lorenzo vengano potenziati per dare risposte sempre più efficienti alle nostre comunità”, spiega il sindaco di Valdagno Maurizio Zordan, presente insieme al collega di Recoaro Terme, Armando Cunegato, a quello di Brogliano Dario Tovo e ai consiglieri regionali Chiara Luisetto e Carlo Cunegato. Presenti, oltre ai cittadini, anche numerosi consiglieri comunali presenti. In prima fila, il Progetto Salute Valle Agno e il comitato “Il San Lorenzo non si tocca“.
“Chiedamo – spiega una nota quest’ultimo – il ripristino dei primariati originali con cui il nuovo Ospedale San Lorenzo era stato costruito e che nel corso del tempo ci sono stati tolti: Anestesia e Rianimazione, Ortopedia e Traumatologia, Pronto Soccorso. E insieme a questo che vengano potenziati. Ribadiamo che la battaglia per il Punto Nascite è solo la punta dell’iceberg e vogliamo un reparto di Ostetricia in sicurezza, dotato di tutto il personale necessario”.
“Prima di procedere con qualsiasi intervento che incida sulla qualità delle prestazioni offerte ai cittadini – ha sottolineato Chiara Luisetto – la Regione ha il dovere di sedersi a un tavolo con chi questi territori li amministra, li conosce e li abita”. La consigliera ha ricordato anche le specificità geografiche dell’area: “Parliamo di un territorio con numerose contrade e zone montane, dove raggiungere il punto nascite più vicino, quello di Arzignano, richiede, per oltre la metà degli abitanti della valle, più di 40 minuti di viaggio. Questo significa un rischio concreto di parti non assistiti o emergenze durante il trasferimento. Una situazione che non può essere ignorata. È un presidio quello del San Lorenzo che merita attenzione e potenziamento, attraverso primariati in loco e un dialogo costante col territorio”.
Punto Nascita verso la chiusura nonostante il ‘no’ di Lega e FdI. Sindaci inascoltati
“Il nostro Punto Nascita non è solo un servizio, è un diritto! Assistiamo con preoccupazione – spiega Armando Cunegato – all’ennesimo tentativo di smantellare, pezzo dopo pezzo, la nostra struttura sanitaria. Si utilizza la soglia dei 500 parti annui come scusa per la chiusura, ma dimenticano (o ignorano) un punto fondamentale: la legge prevede esplicitamente una deroga per le aree geograficamente isolate e con difficoltà orografiche come la nostra. Per Recoaro Terme, il Punto Nascita non è un numero, è una necessità vitale. Il tempo di percorrenza verso altri ospedali è un rischio che non possiamo permetterci di far correre alle gestanti. La mancanza di servizi essenziali, garantiti dalla nostra Costituzione, è la prima causa dello spopolamento delle terre alte. Chiudere i servizi significa condannare il futuro della nostra montagna”.
Prosegue intanto la raccolta firme per sostenere i servizi sanitari pubblici della vallata, con punti di raccolta in numerosi esercizi commerciali dell’intera vallata.
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