Ambulatori per presunti danni da vaccino: Gerosa apre alla proposta Szumski

Un confronto “positivo e costruttivo”. Viene descritto così l’incontro tra l’assessore regionale alla Sanità, Gino Gerosa, e Riccardo Szumski, promotore della mozione che chiede l’attivazione di ambulatori pubblici dedicati ai cittadini che dichiarano di aver subito effetti avversi dopo la vaccinazione anti Covid-19.

Una proposta che nelle scorse settimane aveva acceso il dibattito politico, anche per il coinvolgimento del movimento guidato dal medico radiato dall’Ordine per le sue posizioni considerate troppo vicine al fronte no vax. Secondo quanto riferito dai consiglieri regionali Szumski e Lovat, l’assessore Gerosa avrebbe manifestato disponibilità a valutare l’iniziativa, che punta a inserire questi servizi all’interno del Servizio Sanitario Regionale. L’obiettivo dichiarato è quello di offrire percorsi strutturati di censimento, diagnosi e presa in carico clinica per le persone che lamentano disturbi insorti dopo la vaccinazione obbligatoria durante gli anni della pandemia. “Ringrazio pubblicamente l’assessore per la disponibilità dimostrata – afferma Szumski – si tratta di assicurare un servizio pubblico a cittadini che oggi, in molti casi, non riescono ad accedere a percorsi strutturati di valutazione e assistenza”. I promotori riferiscono di ricevere numerose lettere da parte di residenti che chiedono ascolto e supporto, e sostengono la necessità di una valutazione attenta e sul campo dei casi segnalati.

La richiesta è chiara: evitare che l’eventuale monitoraggio venga affidato esclusivamente a organismi nazionali, ritenuti dai proponenti poco inclini a riconoscere la portata del fenomeno. “La campagna vaccinale contro il Covid-19 è stata un intervento straordinario, sostenuto dalle istituzioni – spiegano Szumski e Lovat – proprio per questo riteniamo doveroso che chi segnala possibili conseguenze negative non venga lasciato senza assistenza o costretto a rivolgersi alla sanità privata”. L’apertura dell’assessore Gerosa non equivale, al momento, ad un via libera politico o tecnico: si tratta di una disponibilità a valutare la proposta, che dovrà essere approfondita dagli uffici competenti e inserita in un quadro sanitario e scientifico coerente con le linee regionali e nazionali.

Cosa dicono i dati. Nel rapporto annuale sulla sicurezza dei vaccini anti Covid che copre il periodo che va dal dicembre 2020 a dicembre 2021, sono segnalati 117.920 sospetti eventi avversi pari a 109 segnalazioni ogni 100mila dosi somministrate. Di queste l’83,7%  è riferita a eventi non gravi e il 16,2% a eventi avversi gravi. L’analisi sugli eventi con esito fatale ha rilevato che dei 758 decessi segnalati solo 22 sono correlabili con la vaccinazione. Queste le caratteristiche dei 22 decessi correlabili: 2 eventi sistemici che hanno scompensato pazienti fragili. Si tratta un uomo di 79 anni, con storia clinica di patologie cardiovascolari e di una paziente fragile di 92 anni, con storia clinica di demenza e diabete mellito.

I due eventi avversi sistemici correlabile alal vaccinazione (ierpiressia, vomito) si sono hanno innescato uno scompenso delle condizioni cliniche fino al decesso; 10 trombosi con trombocitopenia dopo vaccini a vettore virale, per alcuni dei quali si sono recentemente resi disponibili i documenti clinici per la valutazione; 10 fallimenti vaccinali con malattia da SarS-CoV-2 comparsa tra 3 settimane e 7 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. In due casi le pazienti presentavano condizioni cliniche e terapie compatibili con uno stato di immunosoppressione. In altri 8 casi, i pazienti avevano un’età compresa tra i 76 e i 92 anni, con una condizione di fragilità per pluripatologie. L’Aifa precisa che, a fronte di nuove informazioni disponibili, il nesso di causalità di un caso con esito fatale a seguito di complicanze da porpora trombotica trombocitopenica, precedentemente ritenuto come correlato alla vaccinazione, è stato rivalutato e sulla base delle attuali conoscenze definito come indeterminato. (fonte Aifa e Associazione dei Ginecologi Italiani: ospedalieri, del territorio e liberi professionisti)

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