Emanuele Tasca, dal make-up per le celebrità ai ritratti pop: “L’arte inizia dal corpo”

Cos’hanno in comune Al Bano, Mietta, Claudio Baglioni, Michael Bolton e Marisa Laurito? Non solo sono personaggi di spicco del mondo della musica e dello spettacolo. Si tratta anche di alcune delle celebrità che hanno potuto beneficiare del talento di Emanuele Tasca. Radici siciliane, formatosi a Venezia, Emanuele si è ritagliato il proprio posto nel mondo dell’arte grazie ad uno stile che, spaziando dalla pittura al trucco, gli ha permesso di farsi conoscere anche a livello internazionale. Un artista eclettico che si è raccontato ai microfoni della trasmissione di Radio Eco Vicentino “StartUp“.
Il suo percorso, come si diceva, è iniziato presso l’Accademia di Belle Arti della città lagunare, alla fine degli anni Ottanta. “Erano anni un po’ particolari, di contestazione e occupazioni – ricorda chiacchierando con Gianni Manuel, affiancato da Roberta Marta di Siggi Group -. Anni di fermento, durante i quali ho studiato pittura”. Ma non è con l’arte, racconta, che è riuscito ad ottenere i suoi primi guadagni: “Finita l’Accademia, ho lavorato sia in pizzeria che in qualità di insegnante di danza. Facevo mille cose, perché con l’arte – confessa – difficilmente si riesce a campare”.
Tutto questo, però, fino a che non ha preso il via la carriera lavorativa che perpetua tutt’ora, ovvero quella di truccatore presso il tempio veneziano della lirica, il Teatro La Fenice. “Studiavo ancora – sottolinea -. Ero giovanissimo, avevo diciotto, venti anni. C’era ancora la Fenice vecchia, prima che venisse distrutta dall’incendio. E da lì, ciò che era cominciato come svago è poi diventato una professione vera e propria”.
Un’opportunità di mettere a frutto quella che è una vena artistica ereditaria: “Mia mamma dipingeva e disegnava. Io, per parte mia, già a quattro, cinque anni mi dedicavo agli occhi e alle facce di donne”. Certo, non nasconde che “il trucco di teatro è un ambito peculiare, a sé stante. Non si tratta del trucco di tutti i giorni, del beauty, del trucco da tv o da cinema. In teatro mi capita di truccare corpi interi”. Tuttavia, afferma, questo non lo spaventa minimamente: “È come dipingere”.
“Il corpo mi piace un sacco – aggiunge -. Negli anni dell’accademia ho studiato anatomia. Era una dei corsi in cui ero più bravo. E poi lo studio del corpo è la base: da lì ha iniziato Picasso, da lì inizia chiunque”. Ma Emanuele si diletta anche nel fare ritratti: “Ho iniziato con la regina Elisabetta, che ho rappresentato mentre indossa un paio di occhiali blu. Ritraggo ogni personaggio applicando tratti particolari che lo rendano pop, moderno. Come Frida Kahlo ad esempio, che ho disegnato con un baffo alla Salvador Dalì”. Tutto sommato, riflette, “si tratta pur sempre di truccare e dipingere visi”. Nel complesso, alla fine, non si può certo dire che l’arte non gli stia regalando soddisfazioni: “La mia ultima mostra è stata ospitata presso la Basilica Palladiana. Vedere un banner esposto in Piazza dei Signori con scritto Emanuele Tasca mi ha permesso di togliermi qualche sassolino dalle scarpe”.
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