Giorno della Memoria, Possamai: “Ricordare è assumersi la responsabilità verso il futuro”

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Nel Giorno della Memoria, che si celebra il 27 gennaio in piazza Matteotti, all’ingresso del Teatro Olimpico, in prossimità della lapide in ricordo degli ebrei deportati da Vicenza ad Auschwitz, erano presenti le autorità e i ragazzi delle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado della città di Vicenza.

Autorità civili, militari e religiose e cittadini erano presenti per commemorare “la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”, come afferma la legge che istituisce il Giorno della Memoria.
Sono intervenuti il sindaco Giacomo Possamai, il prefetto Filippo Romano, David Malamut rappresentante della Comunità ebraica e Lucia Farina, nipote di Torquato e Franco Fraccon.
La cerimonia è stata aperta dal capo di Gabinetto Sandro Pupillo che ha dato la parola al prefetto Filippo Romano che ha parlato di «una barbarie guidata da un’deologia malata». Successivamente è intervenuta Lucia Farina nipote di Torquato e Franco Fraccon, che ha narrato la testimonianza del viaggio a Mauthausen in occasione dell’80° anniversario della morte dei fratelli Fraccon.

Quindi ha preso la parola il sindaco Giacomo Possamai che ha ringraziato i cittadini presenti ed in particolare gli studenti di numerosi istituti della città: Liceo Pigafetta, Liceo Lioy, Liceo Quadri, Liceo Fogazzaro, Istituto Rossi, Istituto Da Schio, Istituto Farina, Istituto Maffei del Comprensivo 1, Istituto Trissino del Comprensivo 8: “La Città di Vicenza rinnova ogni anno questo appuntamento perché la memoria è parte integrante del nostro dovere civile. Ricordare significa assumersi una responsabilità verso la storia e verso il futuro, nel rispetto delle vittime e come impegno educativo nei confronti delle giovani generazioni. Anche oggi, in un contesto internazionale segnato da forti tensioni, regimi autoritari, conflitti armati e instabilità, siamo su un piano inclinato e quando vengono meno il rispetto dei diritti umani, il dialogo e la responsabilità collettiva, la storia può ripresentare i suoi volti più oscuri. Per questo è fondamentale stringerci attorno all’Europa. Un’Europa fondata sulla cooperazione tra i popoli, sul rispetto dei diritti e sulla scelta consapevole della pace, che ha garantito a intere generazioni decenni di libertà e di convivenza. Mettere in discussione questo percorso senza consapevolezza significa correre il rischio di rivivere pagine che credevamo definitivamente superate. Il “Mai più” non è uno slogan rituale. È un impegno che va rinnovato ogni giorno. La storia dimostra che quando vincono le dittature, l’esito è sempre lo stesso: vincono la violenza, la repressione, la guerra. E dimostra anche che democrazia e libertà non vengono distrutte solo dai loro nemici dichiarati, ma spesso vengono consumate dal più pericoloso degli avversari: l’indifferenza. Il voltarsi dall’altra parte. Il pensare che non ci riguardi. Un pensiero va alle studentesse e agli studentia cui è affidato il compito di custodire e rinnovare la memoria. La conoscenza della storia è una condizione essenziale per esercitare una cittadinanza consapevole e responsabile. La scuola svolge un ruolo centrale in questo percorso, educando al rispetto, alla dignità della persona e ai valori fondamentali della convivenza civile».

La cerimonia si è conclusa con le parole di David Malamut rappresentante della Comunità ebraica che ha letto una preghiera in ricordo delle vittime dell’olocausto.
I presenti hanno poi raggiunto i luoghi in cui si trovano le pietre d’inciampo dove gli studenti hanno letto alcuni brani scelti da ISTREVI e dove è stata deposta una rosa.
Da piazza Matteotti il corteo si è recato alla pietra d’inciampo di Piero Franco in contra’ Porta Santa Lucia 44, poi a quella di Luigino Scuizzato in contra’ XX Settembre 2, di Torquato Fraccon e Franco Fraccon, in contra’ Santa Corona 25, di Bruno Allegro e Ruggero Menin in corso Palladio 98, di Guido Orvieto e Angelina Caivano in corso Palladio, 84 e infine di Carlo Crico in piazza delle Erbe, 45.