Il “treno delle nevi” transitato a Vicenza: il viaggio polare dei pendolari

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Una foto di Francesca Fincato, studentessa vicentina che ha immortalo una delle porte del treno diretto di giovedì scorso

“P” come pendolari, “p” come pinguini. Tra un battito di denti e l’altro è stata la battuta più gettonata l’altro ieri – giovedì di prima mattina per la precisione – tra i passeggeri saliti sul treno che dalla stazione di Vicenza si dirige come ogni giorno a Verona Porta Nuova. Viaggio regolarmente giunto a compimento e senza nemmeno un minuto di ritardo nonostante il maltempo, ma a rimanere… di ghiaccio sono stati proprio i vicentini saliti in carrozza dal binario 3: vagoni gelidi, porte “incorniciate” di candida neve, riscaldamento assente. Colpa di un guasto tecnico e così, proprio nel giorno di tormenta, i malcapitati viaggiatori si sono dovuti sorbire il percorso bardati di guanti, sciarpe, berretti e giubbotti.

Un’anomalia che non ha impedito al treno regionale veloce 2704 delle 7.59, proveniente da Venezia Santa Lucia, di giungere a destinazione ma che ovviamente ha creato un disagio non indifferente ai possessori del biglietto e agli abbonati della tratta, perlopiù studenti universitari in marcia verso il polo accademico scaligero ma anche lavoratori pendolari. Costretti ad una “quarantena” sotto ghiaccio, considerato che il tragitto ordinario viene stimato in 41 minuti. Un’avventura “polare” in seconda classe che, a mente… fredda, i protagonisti ricorderanno a lungo.

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