Recidivo il 25enne ossessionato dalle armi: evaso dai domiciliari, rischia il carcere

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L'arsenale di armi finte e armi bianche reali sequestrate in casa del giovane vicentino

Ritornano periodicamente alla ribalta della cronaca cittadina le bizzarrie di M. B., 26enne vicentino che risiede in borgo Casale a Vicenza, evaso dal regime arresti domiciliari e trovato con un arsenale di armi (giocattolo) e coltelli (veri) nonostante i divieti imposti dal Tribunale. Mercoledì sera il giovane sarebbe uscito in strada sparando colpi di pistola a salve in strada, inveendo e urlando nei confronti di chissà chi fino ad attirare l’attenzione dei residenti nel quartiere. Un vicino, spaventato dalla scena a cui ha assistito dal terrazzo di casa, ha allertato le forze dell’ordine. Meno di un mese fa la stessa persona era stata protagonista di un episodio di violenza in piazza Castello in città aggredendo un clochard e un militare, prima di una rapina nel quartiere S. Pio X e infine lo scorso autunno di alcuni spari nei pressi del Ristorante Belvedere.

Tre fatti recenti che confermano in maniera inequivocabile lo stato di profondo disagio psicologico del giovane, ossessionato dalle armi sistematicamente trovate – e sequestrate dalla polizia di Stato – ad ogni atto inconsulto, seguito poi da un arresto di breve durata. La collezione di denunce a suo carico si arricchisce di nuovi capitoli all’indomani dell’intervento di una volante della questura: oltre all’evasione riscontrata in flagranza dai poliziotti, il 26enne berico si era procurato un fucile d’assalto, due pistole semiautomatiche, due revolver un’ampia gamma di munizioni e un manganello. Si trattava di armi finte, ma non erano provviste dei tappi rossi obbligatori per legge.

Diverso discorso per le quattro armi da taglio rinvenute. Coltelli a serramanico e a farfalla, infatti, oltre a  un coltellino svizzero multiuso, potevano ancor più rappresentare un pericolo per la comunità nella mani di un persona violenta. Toccherà all’autorità giudiziaria decidere i provvedimenti da adottare, inaspriti di volta in volta ma che finora non sono valsi a riportare il giovane ad una condotta socialmente compatibile con la comunità.