Bufera politica, cade il sindaco Rebellato, Nove torna al commissariamento

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Un sindaco definito poco democratico e poco propenso ad un confronto politico. Sarebbe questa la ragione per la quale il comune di Nove torna ad un commissariamento, dopo le dimissioni di otto consiglieri, quattro di maggioranza e altrettanti dell’opposizione e dopo quattro anni dal primo commissariamento. Sfiduciato il sindaco Luca Rebellato, il quale nella volontà di far crollare il comune intravede un accordo segreto tra la Lega e il Partito Democratico.

Il terremoto politico non arriva all’improvviso, visto che nelle scorse settimane i sostenitori di Rebellato gli avevano già presentato un richiamo, chiedendo un’inversione di rotta, confronto politico e maggiore coinvolgimento nelle decisioni, dichiarando di essere stati spesso ignorati se non addirittura contraddetti nelle proposte.

A dare il via alla crisi l’assessore alla cultura Anna Pesavento e i consiglieri Paolo Zanon, Francesca Termini e Marco Carlesso, esponenti della lista Ripartiamo da Nove-Luca Rebellato Sindaco.
Anche il gruppo di opposizione Per Nove Futura, Franco Bordignon, Fabio Zanardello, Anna Gnoato e Roberto Sguario, ha rassegnato le dimissioni in blocco, confermando le motivazioni espresse dalla ex maggioranza.

Secondo il sindaco Rebellato di tratterebbe di un complotto tra Lega e PD volto a farlo cadere.

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