Acque del Chiampo accelera sui microinquinanti: trattamento termico e nuovi kit analitici per la lotta ai Pfas

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Spedisce a passo veloce il programma di lotta ai Pfas e ai microinquinanti da parte di Acque del Chiampo. La tecnologia veneta capace di degradare in microinquinanti è infatti approdata al tavolo nazionale della federazione che riunisce le aziende italiane operanti nei servizi pubblici grazie al webinar “Nuove direttive acque potabili e acque reflue: le tecnologie al servizio della qualità dell’acqua”.

Sviluppata in collaborazione con K-INN Tech, spin-off dell’Università di Padova, la tecnologia presentata da Acque del Chiampo promette di dare la svolta: è in grado infatti di degradare completamente i Pfas attraverso un processo termico avanzato.

La tecnologia è ancora in fase di brevetto ma è già stata protagonista all’ultima edizione di Ecomondo e premiata da ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile) come Buona Pratica Territoriale che punta a risolvere criticità cruciali.

Presentata anche da Andrea Chiorboli e Micol Della Zassa, rispettivamente direttore generale di Acque del Chiampo e amministratore delegato di K-INN Tech, la relazione sul “Trattamento termico dei PFAS in percolati e carboni attivi contaminati”.

“Ringraziamo Utilitalia per averci offerto un’importante occasione di visibilità per la nostra tecnologia che intendiamo sviluppare e industrializzare attraverso la collaborazione con vari partner, coinvolgendo sia chi è in grado di realizzare un impianto a partire dal nostro prototipo, sia chi potrà trarne beneficio ad esempio nella gestione delle discariche – ha commentato Andrea Chiorboli – Particolarmente interessanti possono essere anche gli sviluppi per quanto riguarda la rigenerazione dei carboni attivi esausti, un problema che diverrà sempre più centrale con l’aumento dell’utilizzo dei filtri stessi per arginare il problema PFAS in Italia e nel mondo”.

Monitoraggio hi-tech: nasce il kit analitico con l’Università di Verona
Parallelamente allo sviluppo tecnologico per la distruzione dei microinquinanti, Acque del Chiampo accelera sul fronte della rilevazione. È stata ufficializzata una convenzione con il Dipartimento di Biotecnologie dell’Università di Verona per la creazione di un innovativo kit analitico a risposta ottica.

Il progetto, guidato dal gruppo di ricerca di Fabio Piccinelli, utilizzerà ioni lantanidi luminescenti, cioè molecole capaci di “accendersi” o cambiare segnale luminoso non appena entrano in contatto con i Pfas.
Il nuovo sistema ha molti vantaggi: monitora in tempo reale l’inquinamento, può essere applicato su acque potabili, reflue e bacini idrici, è capace di distinguere diverse tipologie di microinquinanti.

L’emergenza Pfas è la nostra priorità dal 2013 – ha evidenziato il presidente di Acque del Chiampo Renzo Marcigaglia – Dopo aver investito oltre 37 milioni di euro per mettere in sicurezza la rete e le fonti, continuiamo a puntare sulla ricerca scientifica d’eccellenza per prevenire e contrastare ogni forma di inquinamento”.

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